PER QUESTI GENOCIDI NON VI E' MEMORIA

Mentre tutta l’attenzione è stata concentrata per numerosi giorni sul genocidio denominato shoah, altri genocidi spesso di portata ben più ampia vengono deliberatamente ignorati. Lasciamo all’intuizione ed all’intelligenza dei lettori chiedersi il perché.

 

Sterminio programmato degli indiani degli Stati Uniti.

Dal XV al XIX secolo si ritiene che le popolazioni bianche, prevalentemente anglosassoni, abbiano proceduto alla deliberata eliminazione tra i 55 e i 100 milioni di nativi massacrando anche donne, vecchi, bambini. Ciò è avvenuto non solo con atti di guerra ma anche con catture, impiccagioni e fucilazioni di indiani comprese le donne incinte. Furono dagli stati istituite taglie per chi dimostrava d’aver ucciso degli indiani, attuate campagne di sterilizzazione forzata, effettuate deportazioni. Uno dei più decisi assertori della necessità di sterminare gli indiani fu il massone presidente degli stati uniti Theodore Roosevelt a cui nel 1905 fu conferito, per i suoi meriti, il premio Nobel della pace. Leggi razziali furono emanate e solo nella metà del xx secolo furono riconosciuti i diritti civili e politici delle residue minoranze indiane senza per questo far cessare le discriminazioni.

 

Sterminio, schiavitù e discriminazioni dei negri negli Stati Uniti.

Già prima della formazione degli USA nel 1776 era iniziata la schiavitù dei negri africani acquistati dai mercanti di schiavi. Alcune  stime recenti avrebbero stabilito che furono circa 2 milioni il totale degli schiavi provenienti dall’Africa deceduti per stenti, malattie e maltrattamenti durante la traversata atlantica. Nel periodo compreso tra il XVI ed il XIX secolo  si ritiene che 12 milioni di africani  siano stati deportati dall’Africa in America. Lo schiavismo negli USA si diffuse soprattutto negli stati del sud per effettuare lavorazioni forzate nelle piantagioni di tabacco, canna da zucchero, cotone e caffè. Gli schiavi dovevano lavorare anche più di 12 ore giornaliere e potevano essere puniti con fustigazioni, mutilazioni, marchiature a fuoco, detenzione ed impiccagione. Le donne erano sistematicamente ed impunemente stuprate dai proprietari. Nel 1860 la popolazione degli schiavi negri negli USA era di circa 4 milioni. Solamente nel 1865 al termine della guerra civile tra sudisti e nordisti la schiavitù venne abrogata. Le atrocità contro la popolazione negra negli stati del sud  ciò non ostante continuò.Tra il 1880 e gli anni 20 del novecento la riaffermazione della supremazia dei bianchi si esercitò impedendo con l’uso della violenza  l’esercizio del voto; inoltre diversi stati attuarono legislazioni di  segregazione razziale in campo scolastico, nei mezzi pubblici di trasporto, nei cinema, nei ristoranti  ecc. Con la pratica del linciaggio migliaia di negri e bianchi favorevoli alla loro integrazione vennero sottoposti a torture , uccisi, smembrati e bruciati vivi. I linciaggi, preannunciati dai giornali locali, coinvolgevano spesso un pubblico di centinaia di persone che  assistevano al macabro spettacolo compiaciute ed  effettuando foto commemorative. Cartoline vennero stampate in grande numero con foto dettagliate  delle varie fasi degli eccidi. Questa pratica infame ebbe larghissima tolleranza da parte delle autorità statali statunitensi i cui membri spesso avevano partecipato essi stessi ai linciaggi. Nei rari processi gli imputati erano condannati a miti pene e nella maggior parte dei casi assolti.  Anche il Ku Klux Clan, associazione semisegreta creata per perseguitare i negri, fu ampiamente tollerata. Fino agli anni 60 del novecento linciaggi per motivi razziali furono frequenti specialmente negli stati del sud.


Genocidio degli Armeni

Il sultano Abdul Hamid salì al trono dell’impero ottomano nel 1876 mentre i turchi e gli assimilati non raggiungevano il 40% della popolazione totale. Le minoranze etniche, oltre che dai Curdi, erano costituite da Greci, Armeni e Assiri di religione cristiana. Nei confronti di queste tre ultime iniziò da parte di Hamid una dura azione di repressione che tra il 1894 ed il 1896 provocò, col concorso di battaglioni curdi, l’uccisione tra i due ed i trecentomila armeni.In seguito fu il partito dei Giovani Turchi a perseguitare gli Armeni e 30.000 di essi vennero eliminati nel 1901. Ma si attese il 1915 per generalizzare il genocidio  quando le potenze occidentali, occupate nella prima guerra mondiale, non potevano intervenire in difesa degli Armeni; il 24 aprile 1915  intellettuali, deputati, prelati, professionisti, furono massacrati. In seguito gli uomini armeni fra i 18 e 60 anni , chiamati alle armi a causa della guerra in atto e sistemati in battaglioni del genio, a gruppi di 100 vennero prelevati ed assassinati. In tal modo perdettero la vita 350000 soldati armeni.

Nelle zone marittime si procedeva intanto all’annegamento di donne e bambini. Infine una legge del 10/06/1915 stabilì la deportazione degli Armeni verso la Siria cioè verso Aleppo e Deir ez-Zor; non saranno in tanti ad arrivare perché o deceduti per fame, freddo e stenti o deliberatamente eliminati, ad esempio dopo averli stipati in caverne, cosparsi di petrolio e bruciati. In tal modo più di un milione e mezzo di armeni vennero deliberatamente eliminati dai turchi.

 

Genocidio degli australiani

Nel 1788 con la fondazione della colonia australiana gli Inglesi iniziavano l’accaparramento dei territori e lo sterminio delle popolazioni aborigene, stimate in circa un milione di individui. Nel 1830 il numero degli aborigeni  sopravvissuti era di circa 80.000. Oltre i massacri attuati con battute di caccia, migliaia di bambini vennero prelevati forzosamente dalle famiglie per sradicare la loro identità culturale; molti vennero utilizzati come cavie per ricerche mediche sulle malattie infettive. Ulteriori danni alle popolazioni autoctone furono provocati dalla messa in libertà di un ingente numero di criminali deportati dalle carceri inglesi.

 

* * *

Si potrebbe continuare ad elencare altri eccidi  perpetrati in vari tempi e vari luoghi, antichi e recenti: il genocidio delle popolazioni del Messico e dell’America del sud da parte degli Spagnoli, i massacri delle popolazioni negre del Congo da parte dei Belgi;

non andrebbero inoltre dimenticate le Fosse di Katin e le Foibe dell’Istria, che alcuni criminali italiani vorrebbero giustificare, e soprattutto le purghe staliniane degli anni 30 e successivi. Tutte queste stragi, tutti questi genocidi ampiamente documentati  vengono sistematicamente tacitati o debolmente rammentati.. Niente pellegrinaggi, niente manifestazioni nelle scuole per indottrinare gli studenti, niente commemorazioni, niente martellanti dibattiti televisivi, niente vecchiette ultranovantenni da intervistare.

G.O. 02/03/2020   

 QUALE SOVRANISMO ?

Mentre risultava sempre più evidente l’inaffidabilità politica di Salvini e Di Maio, si cominciò a delineare la necessità di creare nuove organizzazioni che con maggior coerenza e competenza affrontassero i problemi urgenti della sovranità nazionale  in relazione non solo all’economia, ma anche alle relazioni internazionali, alla politica militare, alla identità e rinascita culturale. In tale prospettiva si fece da parte di alcuni il condivisibile discorso che una nuova azione politica dovesse basarsi su alcuni punti salienti: abbandono delle etichette di destra e sinistra, di fascismo ed antifascismo, di comunismo ed anticomunismo; riferimenti questi che dovevano ormai essere considerati  privi di senso perché facenti parte di situazioni superate, utilizzabili solo per legittimare polemiche, inutili nostalgismi o l’esistenza di vecchie sigle postbelliche prive di ogni attualità.Questa nuova prospettiva tendente a restituire autorità e sovranità allo stato viene ad essere sintetizzata nello slogan, no all’euro, no all’Unione Europea, no alla NATO. Questi tre no dovrebbero rappresentare un programma preliminare a qualsiasi altra iniziativa, infatti solamente quando uno stato può autonomamente disporre della propria moneta, della propria attività economica e senza condizionamenti militari sul proprio territorio, è in grado di affrontare e progettare le politiche necessarie al benessere dei propri cittadini. Quanto sia difficile, e quanto lunga la strada, per realizzare i tre punti sopra indicati ce lo ha dimostrato la “brexit” del Regno Unito. In tutti i modi, anche se senza successo, si è cercato di impedire  l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea: deplorazioni, insulti, ritorsioni economiche, minacce. Ancora più difficile lo sarebbe per l’Italia condizionata dall’euro e da una situazione di totale sudditanza militare ( 113 basi NATO a comando Americano) nei confronti degli USA che avendo in Italia le principali basi aeree e navali del sud Europa, si opporrebbero, senza escludere azioni di forza, utilizzando ogni strumento di ritorsione e di ricatto. Un programma preliminare di questo tipo presuppone pertanto di poter nel tempo realizzare un vasto consenso popolare attraverso un’ assidua opera d’informazione, di demistificazione e di rieducazione, ma un vasto consenso lo si potrà ottenere solamente con un vero superamento delle etichette inizialmente elencate. Allo stato dei fatti ciò trova invece difficoltà a realizzarsi perché alcuni tra i protagonisti di questi nuovi movimenti sembrano restare ancorati ad una concezione marxista, sia pur riveduta e corretta, come dimostrano le ricorrenti citazioni di Gramsci o di Marx. Ciò induce a ritenere che il nuovo sovranismo da realizzare dovrebbe essere secondo costoro un sovranismo  di sinistra, cioè una specie di sovranismo che pur avendo acquisito concetti come quello di identità nazionale deve restare comunque collegato ad un sottofondo classista e marxista.

A questo punto un chiarimento diviene pertanto necessario. Le aspettative di realizzare stabilmente nel tempo uno stato marxista , almeno nei paesi di cultura occidentale, hanno avuto un crollo con il dissolversi dell’Unione Sovietica e dei paesi satelliti. Il socialismo “scientifico” di Marx ed Engels era ritenuto tale perché basato non su sentimenti umanitari ed utopie ma sulla presunta scoperta delle leggi del funzionamento della storia (materialismo  storico)  e della società. Ora, ciò che è scientifico deve farci conoscere non solo i fenomeni  del presente ma deve farci anche prevedere gli accadimenti del futuro; secondo il socialismo scientifico dovevano essere pertanto prevedibili gli sviluppi e poi il venir meno delle società capitalistiche contemporanee. Le leggi dello sviluppo storico, che erano state scoperte, dovevano cioè essere assai simili a quelle della fisica;  le regole della gravitazione universale applicate alla meccanica celeste ci consentono, ad esempio, di conoscere con molto anticipo le eclissi di luna e di sole che accadranno negli anni a venire. E’ pertanto evidente che se le previsioni del socialismo “scientifico” non si verificano e sono fortemente contraddette la pretesa della sua scientificità viene meno e ciò determina irrimediabilmente la crisi di una delle basi fondamentali su cui poggiava il marxismo.

Infatti:

1° La rivoluzione proletaria che avrebbe annientato il capitalismo e portato definitivamente al potere la classe operaia non ha avuto gli esiti preannunciati. La rivoluzione bolscevica e la creazione, alla fine della seconda guerra mondiale, di una serie di stati comunisti satelliti dell’Unione Sovietica è risultato un fenomeno transeunte che si è risolto in un progressivo collasso per cause interne.

2° La prova sperimentale della società comunista nell’Unione Sovietica e nell’Est europeo ha pertanto dimostrato non solo la fallacia di una previsione teorica ma anche un’impossibilità pratica. Gli stati comunisti d’Europa sono crollati per vari motivi ma anche perché in contrasto con i modi d’essere della natura umana a cui necessita un margine d’autonomia personale e la possibilità  di autorealizzarsi anche attraverso il possesso di una proprietà privata sia pur limitata e regolamentata.

 In altre parole i paesi comunisti occidentali, a parte gravi problemi interni, non hanno retto il confronto coi paesi capitalisti perché questi hanno, fra l’altro, sviluppato un’ efficace e menzognera propaganda tendente a dimostrare che essi erano i garanti della libertà, del benessere, della proprietà privata e della maggior parte delle cose  che ogni persona naturalmente desidera.

A che cosa è servita questa lunga digressione ?  A dimostrare l’inutilità attuale di richiamarsi al marxismo, per lo meno al marxismo nella sua parte essenziale. Né è proponibile un marxismo riveduto e corretto, aggiustato e modificato che non sarebbe più tale; la Cina, dove  spazio è stato concesso alla proprietà privata ed all’economia di mercato, non può essere, propriamente, considerata un paese marxista o comunista. D’altra parte in Europa non esistono più una classe operaia e il tradizionale capitalismo borghese , indispensabili per la lotta di classe. Oggi esistono da una parte delle grosse lobbies internazionali che attraverso il controllo monetario e bancario manipolano a proprio vantaggio il funzionamento dell’economia mondiale e della politica degli stati, dall’altra una massa amorfa di cittadini sempre più plagiati e disinformati destinati ad accrescere il numero degli indigenti.

Con quanto detto non si può però ignorare che nella gran mole degli scritti di Marx e negli scritti dell’incarcerato Gramsci non si possano rinvenire passi condividibili che possano essere menzionati. Giulietto Chiesa in più di un’occasione ha sottolineato  l’urgenza di riacquisire ed applicare regole etiche nella politica (e quindi nel funzionamento dello stato). Ciò è assolutamente necessario se la politica, come già asseriva Aristotele, è l’attività finalizzata al bene comune; allora non sarebbe disdicevole nell’abbondanza di citazioni di Marx e di Gramsci inserirne qualcuna di Mazzini e dell’assassinato Gentile.

 

03/01/2020       G.Occhini

 

                   

 

 SOLEIMANI ASSASSINATO DA TRUMP PERCHÉ COLPEVOLE DI :

  • Aver portato aiuto al legittimo governo della Repubblica Siriana
  • Aver combattuto con grande successo contro l’Isis
  • Aver impedito le crocifissioni o il taglio della testa a centinaia di cristiani perseguitati dai terroristi
  • Aver bloccato in Siria ed Iraq il traffico della droga protetto dai servizi segreti occidentali.

15/01/2020                             Giuseppe Occhini

 

                    

 ASSASSINANDO SI ESPORTA LA DEMOCRAZIA

 Il Segretario di Stato americano, Mike pompeo,ha tenuto giorni fa all’Università di Standford una conferenza dal titolo: The Restoration of Deterrence:The Iranian Example. In tale conferenza è emerso che l’assasinio di Soleimani fa parte di una nuova strategia di “deterrenza preventiva” che d’ora in poi sarà applicabile dagli USA contro qualsiasi paese potenzialmente nemico degli Stati Uniti, in primis, contro Cina, Russia, Cuba, Venezuela, Nicaragua, Siria.

In altre parole, abolita in via definitiva l’inutile osservanza delle norme di diritto internazionale, le attività in campo diplomatico, le regole dell’ONU, gli USA affermano che chi contrasta la propria supremazia  mondiale sottopone i membri del proprio governo o i propri capi militari al rischio di essere eliminati.

In definitiva i sistemi sino ad oggi adottati solo dai gangsters diventano per gli USA applicabili alla politica estera e militare.

19/01/2018 Giuseppe Occhini

 

UN PAESE GOVERNATO CON IL BOIA

tre teste tagliate al giorno

 

L'imam sciita Nimr al Nimr è stato  assassinato giorni fa in Arabia Saudita, dopo un processo a porte chiuse, con l'accusa di atti terroristici che in realtà sono consistiti in manifestazioni di protesta attuate nell'est del regno saudita da gruppi della minoranza sciita pesantemente perseguitata col tacito consenso dell'Occidente.
L'assassinio di Nimr al Nimr è stato in realtà effettuato per ben altro motivo: creare un grosso incidente con l' Iran nel tentativo di far saltare la prossima conferenza del 25 gennaio organizzata per arrivare ad  un accordo politico sulla cessazione della guerra in Siria.
L'Arabia Saudita è infatti contraria sia a discutere col governo di Asad, sia a garantire l'integrità territoriale del futuro stato siriano. Nei suoi programmi si dovrebbe pervenire ad una spartizione della Siria e dell'Irak appropriandosi di una parte dei loro territori, cedendo Aleppo alla Turchia e dando libertà ad Israele di accaparrarsi definitivamente le alture del Golan e di un pezzo di Libano.
Questa grave provocazione, come quella dell'abbattimento dell'aereo russo da parte dei Turchi, non può essere avvenuta senza il consenso USA. Gli Stati Uniti infatti stanno portando avanti una politica subdola che consiste nel far credere all'opinione pubblica mondiale che essi stanno combattendo il terrorismo e sono propensi a trattative di pace, mentre in maniera recondita (ma non troppo) mandano avanti Turchia ed Arabia Saudita per compiere atti provocatori ed aumentare la tensione in modo da vanificare qualsiasi possibilità d'accordo e lasciare aperta la strada solo a soluzioni militari. Che ciò comporti la morte di altre decine di migliaia di uomini nell'ambito di una politica criminale è considerato fatto irrilevante, ciò che conta è abbattere il governo di Asad e prendere con la Siria il controllo del Medio Oriente.

06/01/2016

G.O.

Ancora equivoca e subdola la politica turca

Dopo che si è consentito alla Turchia di fornire importanti aiuti economici e militari all'Isis senza esprimere alcun dissenso e senza aver preso alcun serio provvedimento, tenuto anche conto che essa è membro della NATO, oggi tutta la stampa occidentale dà ampio risalto al suo intervento militare in Siria ed Iraq.

Mentre da parte di alcune testate si cerca di minimizzare il precedente comportamento della Turchia definendolo  "scarso contributo" alla lotta all'Isis, ora  si fanno ampi elogi all'intervento definendolo fondamentale nella lotta contro il fondamentalismo islamico. Ci si può chiedere qual'è il motivo del cambiamento di atteggiamento della Turchia e si può rispondere subdolamente che ciò è stato   conseguenza delle sollecitazioni americane e di alcuni attentati verificatisi recentemente nel suo territorio. La verità è invece differente ed è stata, come al solito, ben  mistificata per un pubblico occidentale abituato a recepire  panzane.

La Turchia, intervenedo con l'aviazione in Siria ed Iraq con lo scopo dichiarato di combattere l'Isis , in realtà intende avere delle occasioni per colpire le formazioni curde che allo stato attuale si sono rivelate, insieme alle truppe di Asad, lo strumento più efficace per combattere l'Isis e gli altri gruppi terroristici. Tutto ciò avviene con la benedizione USA che tollera la politica repressiva verso i Curdi in Turchia ed approva le azioni militari contro il Pkk in Iraq.


In definitiva non si dà  nessuna seria prospettiva politica alla lotta dei Curdi per la loro sopravvivenza etnica, si lascia che siano perseguitati e combattuti  dai Turchi,  si continua a fornire armi ai ribelli siriani e si vuol contemporaneamente far credere di contrastare l'Isis.

Come può essere  possibile fare una cosa e nello stesso tempo il suo contrario ?

La risposta sta nei torbidi ed inconfessabili interessi portati avanti dalla politica criminale dei paesi occidentali; il sospetto che gli USA non abbiano serie intenzioni di combattere l'Isis in sé e per sé ma solo per costringerla a rendersi disponibile ad assecondare i loro interessi ed a sbarazzarsi di Asad diviene pertanto sempre più fondato.
 

Puntualizzazioni e commenti - Giugno 2015

I principi umanitari dovrebbero essere fra quelli basilari della nostra civiltà; putroppo di essi si fa spesso un uso perverso per  conseguire finalità inconfessabili.  Si organizzano sommosse con gruppi dissidenti all'interno di uno stato che si vuol destabilizzare, quando poi la polizia e gli altri organi di sicurezza intervengono e di fronte ai manifestanti che sparano  sono costretti a loro volta a sparare si parla di feroce repressione. Il governo di quello stato viene allora definito dittatoriale e si interviene direttamente o indirettamente con il falso alibi delle motivazioni umanitarie.

L'adozione di iniziative umanitarie, quando non riguardano l'operato del singolo ma quello di un organismo pubblico , non possono, come purtroppo spesso accade, essere intraprese in maniera indiscriminata. Uno stato ha  infatti il dovere istituzionale prevalente di tutelare i legittimi interessi dei propri cittadini e non può pertanto intraprendere iniziative "umanitarie" che collidano fortemente con tali interessi. Non dovrebbe pertanto accadere che le frontiere siano cancellate, che un numero indiscriminato di profughi vi possa avere accesso senza  alcun documento di riconoscimento, senza indicare il luogo di provenienza  e senza menzionare l'organizzazione che ha consentito l'espatrio.

L'espediente di dichiararsi rifugiati politici ha successo perchè  la vigente normativa di fatto impedisce di verificare se esistono  i reali requisiti. In tal modo l'umanitarismo si è trasformato in un irresponsabile pietismo progressista che finge di non vedere a quali gravi conseguenze si va incontro.

Ci si accorge  oggi, con atteggiamento farisaico, che l'immigrazione senza controlli ha dato la possibilità d'introdurre in Europa un elevato numero di potenziali terroristi. Nulla però si fà  per porre un freno a questo stato di cose. Perchè? Perchè il traffico di immigrati è un'attività redditizia; redditizia per le cosche criminali colluse con il potere politico e quindi redditizia anche per certi politici. Chi si accaparra i soldi degli immigrati in parte sono gli scafisti, in parte le organizzazioni terroristiche islamiste, in parte i basisti europei che smistano e indirizzano i flussi migratori. Le organizzazioni  pubbliche e private dal canto loro  incassano soldi dello stato, che solo in parte vengono spesi per le opere assistenziali a cui sarebbero  destinati.       

Aggiornamenti dalla Siria

L'Isis continua malgrado i bombardamenti USA ad avere armi e munizioni. Da chi? Da chi sino ad oggi le ha sempre rifornite: Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Francia e CIA. Diciamo CIA e non USA essendo questa non solo un organismo predisposto alla sicurezza ed allo spionaggio ma, ormai da tempo, un corpo di fatto a se stante che opera con la copertura di potenti lobbies, comprese quelle che producono e commerciano clandestinamente armamenti, prendendo per proprio conto iniziative destinate a restare nell'ombra e svolgendo pertanto una propria politica estera e militare parallela a quella del governo.

Stando così le cose l'Isis, in leggera crisi in Irak continua ad avanzare in Siria dove malgrado le inaudite atrocità (comprese quelle recenti nel campo profughi di Yarmuck) non viene minimamente contrastata dalle forze della cosiddetta coalizione guidata dagli USA. Le atrocità infatti sono ritenute giustificabili se chi le commette è un avversario di Asad.
* * * * *

Gli sforzi dell'inviato dell'ONU, Staffan De Mistura, di trovare una soluzione alla guerra civile
siriana, o più modestamente di pervenire a tregue temporanee e limitate, per esempio ad Aleppo,e consentire iniziative umanitarie nei confronti della popolazione civile, sono stati vanificati dalle truppe ribelli , dalla miriade di bande Jadiste e dai tagliatori di teste che su istigazione di Turchia ed Arabia saudita hanno respinto qualsiasi proposta.

I Turchi già sterminatori degli armeni ed oppressori dei curdi non hanno infatti scrupoli a far continuare il massacro delle popolazioni siriane e scrupoli non ha nemmeno il democratico re saudita a cui preme innanzitutto lo sterminio di sciiti ed alauiti. Gli uni e gli altri concordano sulla necessità di eliminare Asad che cerca d'impedire i loro progetti criminali. Gli USA d'altra parte non se la sentono di mettersi in contrasto con degli affezionati alleati e la loro realpolitic non tiene in gran conto la tutela delle vite umane; anch'essi quindi contribuiscono a sabotare l'operato di Staffan de Mistura ed ogni iniziativa dell'ONU contrastante con la loro pretesa di egemonia mondiale.
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Papa Francesco ha avuto il coraggio di prendere sul genocidio degli Armeni finalmente una posizione chiara pur sapendo le conseguenze che ne sarebbero derivate. Alla base del suo intervento vi è stato il concetto che la verità va proclamata a prescindere da qualsiasi posizione opportunistica.

Data la portata dell'intervento e la risonanza che avrebbe avuto e le prevedibili tensioni che sarebbero sorte con lo stato fondamentalista turco, non si può minimamente supporre che si sia trattato di un' iniziativa improvvisata da un papa esuberante, nè si può ritenere che il fatto sia avvenuto all'infuori di una strategia politica del Vaticano. Inoltre è assai probabile che ci possa essere stata una correlazione tra la recente visita del papa in Turchia e quanto poi è accaduto.

La sortita del papa avviene mentre da più parti si fanno pressioni per l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. Lo vogliono gli USA ed alcuni stati europei, come l'Italia, pedissequamente allineati con la politica estera americana. L'ingresso della Turchia in Europa avrebbe infatti la finalità di rafforzare all' interno di essa le tendenze filoamericane; in altre parola il controllo USA sull' Europa con la presenza della Turchia, suo fedele e ben armato alleato, avrebbe un ulteriore rafforzamento. D'altra parte l'entrata nella UE della Turchia che, tranne una ben piccola parte, non è geograficamente europea e tanto meno lo è culturalmente, ha come secondo scopo di constituire un antecedente per consentire subito dopo l'adesione dello stato sionista d'Israele.

Se si osserva da vicino la politica della Turchia si constata non solo il diniego di riconoscere il genocidio degli Armeni , ma anche altri fatti deplorevoli:

a) La dura repressione nei confronti della minoranza curda a cui si interdice l'uso della lingua e di cui si nega anche l'esistenza di una cultura nazionale.

b) Le limitazioni alla libertà religiosa creando crescenti difficoltà ai gruppi cristiani ed ebraici.

c) La carenza di tutele e di possibilità di difesa nel diritto penale per "reati" politici.

d) Il sostegno sia palese che recondito ai gruppi fondamentalisti e terroristici che in Siria ed Iraq
massacrano cristiani e sciiti e devastano chiese e moschee.

In tali condizioni papa Francesco mentre ha rimarcato la responsabilità morale di un sistema di governo che si ostina a non riconoscere quello che è stato definito il primo genocidio dell'epoca contemporanea, ha indirettamente e senza nominarle richiamato l'attenzione su tutte le gravi controindicazioni che sussistono per l'ingresso della Turchia in Europa, il cui scopo è solamente quello di favorire le mire scellerate degli USA e della NATO.

Puntualizzazioni e commenti

I principi umanitari dovrebbero essere fra quelli basilari della nostra civiltà; putroppo di essi si fa spesso un uso perverso per  conseguire finalità inconfessabili. 

Si organizzano sommosse con gruppi dissidenti all'interno di uno stato che si vuol destabilizzare, quando poi la polizia e gli altri organi di sicurezza intervengono e di fronte ai manifestanti che sparano  sono costretti a loro volta a sparare si parla di feroce repressione. Il governo di quello stato viene allora definito dittatoriale e si interviene direttamente o indirettamente con il falso alibi delle motivazioni umanitarie.

L'adozione di iniziative umanitarie, quando non riguardano l'operato del singolo ma quello di un organismo pubblico, non possono, come purtroppo spesso accade, essere intraprese in maniera indiscriminata. Uno stato ha  infatti il dovere istituzionale prevalente di tutelare i legittimi interessi dei propri cittadini e non può pertanto intraprendere iniziative "umanitarie" che collidano fortemente con tali interessi.

Non dovrebbe pertanto accadere che le frontiere siano cancellate, che un numero indiscriminato di profughi vi possa avere accesso senza  alcun documento di riconoscimento, senza indicare il luogo di provenienza  e senza menzionare l'organizzazione che ha consentito l'espatrio. L'espediente di dichiararsi rifugiati politici ha successo perchè  la vigente normativa di fatto impedisce di verificare se esistono i reali requisiti.

In tal modo l'umanitarismo si è trasformato in un irresponsabile pietismo progressista che finge di non vedere a quali gravi conseguenze si va incontro. Ci si accorge  oggi, con atteggiamento farisaico, che l'immigrazione senza controlli ha dato la possibilità d'introdurre in Europa un elevato numero di potenziali terroristi. Nulla però si fà  per porre un freno a questo stato di cose. Perchè? Perchè il traffico di immigrati è un'attività redditizia; redditizia per le cosche criminali colluse con il potere politico e quindi redditizia anche per certi politici.

Chi si accaparra i soldi degli immigrati in parte sono gli scafisti, in parte le organizzazioni terroristiche islamiste, in parte i basisti europei che smistano e indirizzano i flussi migratori. Le organizzazioni  pubbliche e private dal canto loro  incassano soldi dello stato, che solo in parte vengono spesi per le opere assistenziali a cui sarebbero  destinati.

Propaganda e giornalismo

Quante centinaia di migliaia di civili, e quindi quante decine di migliaia di bambini, sono morti in Europa durante la seconda guerra mondiale a seguito dei bombardamenti anglo-americani? Morti non  perchè le bombe che venivano lanciate  non fossero  intelligenti  ma perchè oltre agli obbiettivi s'intendeva deliberatamente uccidere anche i civili.

Lo scopo non era recondito ma era palesemente dichiarato ed era quello di terrorizzare la popolazione in modo da indurla a far cessare a tutti i costi il proseguimento della guerra.
Oggi si assiste in Siria ad una guerra con morte di numerosi civili e quindi anche di bambini. Ma si può pensare di scatenare un'insurrezione da combattere essenzialmente dentro i centri abitati uccidendo solo militari? I Fratelli Musulmani di Siria e gli altri gruppi fondamentalisti, sobillati, finanziati ed armati dagli USA e loro alleati hanno forse la prerogativa di combattere dentro le città, anche con mezzi pesanti, senza uccidere nessun civile ? I civili sono ammazzati esclusivamente dalle truppe di Assad, presentato alla credulona opinione  pubblica occidentale come una specie di orco che ogni mattina decide quanti bambini assassinare ?


Infine si scopre che anche durante i bombardamenti  americani contro il  "califfato"  vengono uccisi dei civili  e dei bambini, ma siccome gli americani sono i buoni  tutto ciò va considerato come un inconveniente  giustificabile e necessario.


Le deprecazioni e le deplorazioni per le stragi criminali compiute dall'ISIS si ripetono giorno dietro giorno ed i commenti degli organi d'informazione occidentale, privi di reale conoscenza dei problemi e finalizzati ad una propaganda politica tendenziosa, sono sempre gli stessi: le forze del male scatenate dal fanatismo religioso devono essere sgominate e spetta alla coalizione dei buoni, guidati dagli USA, assumere questo compito.

In tal modo si sorvola, e si cerca di far dimenticare ad una pubblica opinione di disattenti , due fatti che non possono essere sottaciuti: in primo luogo si deve tener presente che l'ISIS si è costituito con la fusione di varie bande finanziate ed armate dai paesi occidentali, dalla Turchia,dall'Arabia Saudita e dal  Qatar e rinfoltite dall'apporto di gruppi terroristici libici e di migliaia di europei a cui è stato consentito impunemente il transito e l'accesso in Siria; in secondo luogo non si deve dimenticare che, prima ancora che l'ISIS si costituisse, eccidi di vario genere erano stati effettuati sia da parte di gruppi islamisti che decapitavano e crocifiggevano sciiti e cristiani sia da parte dell'esercito degli insorti che fucilava ( e tuttora fucila) i soldati lealisti catturati. In  questi casi però nessuno scandalo e nessuna deplorazione perchè qualsiasi mezzo è lecito per combattere contro la Siria di Asad, questo mostro che non accetta il nuovo ordine mondiale.


Le torbide vicende di Vanessa Marzullo e Greta Romelli hanno evidenziato ancora una volta gli intrighi, le omertà, le complicità, le ipocrisie, i depistaggi, in cui sono stati coinvolti, in questa vicenda come in altre, i servizi di sicurezza italiani e le autorità di governo. Senza entrare nel merito  delle responsabilità specifiche di queste due ragazze impropriamente definite "cooperanti" e bonariamente presentate come sprovvedute ed ingenue, resta il fatto inoppugnabile che in Italia ed Europa chiunque vuol recarsi in Siria per /dare una mano/ agli oppositori del governo di Assad può farlo in piena libertà e senza alcun controllo; le frontiere turche sono sempre disponibili al transito ed al rifornimento, anche di armi, di qualsiasi Jiadista, di qualsiasi terrorista e di qualsiasi  sprovveduto che vada ad ingrossare le schiere degli oppositori al regime siriano.

Discriminare in queste schiere quelle buone  e quelle cattive è un puro sofisma come dimostra il caso ISIS  in cui varie bande, in un primo momento ritenute affidabili, e pertanto abbondantemente finanziate ed armate, si sono successivamente fuse e rese autonome per costituire il Califfato. Deve essere comunque chiaro che un califfato ( o qualcosa di molto simile) è anche nei progetti dei ribelli siriani che sono senza eccezioni appartenenti ai gruppi fondamentalisti dei Fratelli Musulmani e dei salafiti.

E' pertanto una grande bugia affermare che gli oppositori siriani al regime di Assad si battano per la democrazia; essi si battono contro lo stato laico per introdurre la sharia che comporta la perdita di cittadinanza di quanti non siano musulmani e forti limitazioni alla libertà religiosa. Vanessa Marzullo e Greta Romelli, come dimostrano foto di manifestazioni di piazza,erano in Italia attiviste fanatiche della lotta ad Assad e palesi simpatizzanti dei gruppi fondamentalisti. Il maggior apporto da esse  dato, non sono state le presunte collaborazionu umanitarie ma l'oneroso prezzo del riscatto (si parla di 10-12 milioni di euro) versato dallo stato italiano che in tal modo ha dato un apprezzabile contributo al potenziamento dei criminali Jiadisti.
 

Subdoli, equivoci ed inconcludenti interventi armati in Siria ed Irak da parte di USA e consociati.

Per fare il punto dell'attuale situazione del Califfato in Siria ed Irak è necessario basarsi su alcuni incontrovertibili dati di fatto:
1°- Le truppe del califfato sono costituite da jadisti appartenenti a varie bande islamiste che sono state finanziate ed armate da Usa, Francia, Turchia, Qatar ed Arabia Saudita allo scopo di tentare di abbattere il governo siriano di Assad.

2°- Tutte le atrocità  commesse da queste bande in Siria contro cristiani e sciiti, sono state per tanto tempo cinicamente ignorate o ritenute irrilevanti  perchè nella logica criminale degli USA e dei loro alleati  quel che conta è la guerra contro Assad.

3°-  Pertanto si sono lasciati partire dall'Europa miglia di volontari per confluire nelle schiere di coloro che sono stati ritenuti criminali solo dopo le decapitazioni di alcuni americani.

4°- Le bande armate anti- Assad, rinfoltite e rifornite di potenti e sofisticati armamenti di provenienza occidentale, si sono ad un certo punto ritenute così forti ed organizzate da costituire un proprio stato indipendente con la conquista di  territori della Siria e dell'Irak.
 
A questo punto USA e consoci si sono accorti che la situazione era loro sfuggita di mano e non riuscivano più a controllarla.  I provvedimenti presi per un'azione di contrasto sono risultati però contradittori,  subdoli e potenzialmente in grado di non risolvere ma di aggravare ancor più la situazione.
Infatti mentre si crea una consociazione d'intervento internazionale   si deve prendere atto che al proprio interno ci sono gli stati che alla formazione del Califfato  hanno   fornito ogni sorta di mezzi economici e militari. Il rischio è che Turchia, Qatar, Arabia Saudita, Emirati, Kuwait, Giordania,ecc., mentre ufficialmente partecipano ad azioni di contrasto sotto banco tendano a sabotarne i risultati  continuando  a fornire  clandestinamente al Califfato i mezzi necessari per resistere.
Un secondo aspetto che avevamo già evidenziato in una  precedente occasione riguarda l'intervento di bombardieri USA in Siria. Questo è avvenuto senza l'accordo con il governo di Damasco e pertanto in palese violazione del diritto internazionale. Ma l'intervento è illegale anche per un altro motivo:  in questa, come in precedenti  occasione, gli USA hanno messo insieme una coalizione internazionale senza alcun mandato dell'ONU. E' ormai sotto gli occhi di tutti che gli USA si ritengono, mentre parlano di democrazia  di giustizia e libertà, completamente svincolati dal diritto internazionale e dal rispetto della normativa ONU. La potenza economica e militare che essi detengono li autorizza a stabilire chi sono i buoni e i cattivi ed a porsi (come ripetutamente in questi giorni ha detto Obama) alla guida del mondo ; chi non approva va eliminato.

Come era  facile prevedere, e come avevamo in precedenza previsto, i bombardamenti illegali sulla Siria  hanno provocato le dure reazioni di Iran e Russia.
Il governo iraniano ha dichiarato che non intende unire le proprie forze militari con quelle della coalizione  in quanto vi sono fondati indizi per ritenere che il fine recondito ed effettivo non sia tanto di combattere il Califfato quanto di portare la guerra in Siria per poi abbattere Assad.
Il ministro degli esteri russo, Serghei Lavrof, ha recentemente dichiarato all'Assemblea generale dell'Onu che i bombardamenti in Siria senza il consenso del governo siriano è una violazione del diritto internazionale e che il vero scopo degli USA è quello di perseguire nel Medio Oriente i propri interessi, non di riportare la pace. Il giorno seguente lo stesso ministro ha dichiarato che se l'intervento militare in Siria dovesse essere rivolto anche contro le forze regolari siriane la Russia sarebbe costretta ad  in prima istanza ad intervenire con massicci ed efficaci forniture di armi al governo di Assad.

Gli USA avrebbero, con la solita arroganza, affermato che per bombardare in Siria non è necessaria l'autorizzazione di un governo che non è legale. Gli USA fanno finta di non sapere che il governo siriano è riconosciuto dall'Onu che l'otto settembre scorso ha dato incarico all' inviato speciale Staffan de Mistura  di incontrarsi a Damasco con Assad. Che i bombardamenti in Siria siano un atto illegale lo ha dichiarato il 25 settembre anche Carla Del Ponte membro della Commissione Indipendente dell'ONU sui crimini di guerra, la quale ha esplicitamente affermato: "L'attacco USA in Siria è una violazione del diritto internazionale".

Pecunia non olet

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino,essendo alcuni giorni fa stato in visita all'Arabia ha ringraziato la famiglia reale saudita per i fondi elargiti in opere di restauro di monumenti romani ed auspicato una lunga e proficua collaborazione. Contemporaneamente  è giunta una  notizia , pubblicata da "Il Messaggero" del 26/4 relativa ad una donna dell'Arabia Saudita condannata a 150 frustate e 8 mesi di carcere per aver osato infrangere il divieto per le donne di guidare un'auto.

Poichè il regno saudita, alleato di ferro degli USA, è uno di quegli stati che insieme al Qatar ed alla Turchia armano e finanziano le bande jiadiste che dovrebbero portare in Siria la democrazia, il comportamento di Ignazio Marino è stato perfettamento allineato con le direttive generali della politica estera italiana e della NATO. Le frustate ed il carcere alle donne che guidano auto (insieme a tante altre nefandezze) che cosa sono di fronte alla  elargizione  di fondi per il restauro di monumenti romani, benevolmente concessi da un truculento alleato degli americani?

 

 AGGIORNAMENTI SUL CALIFFATO

Obama, fortemente indignato per la decapitazione del reporter James Foley, ha con tono minaccioso affermato in una conferenza stampa : "Quando viene fatto del male a degli americani, ovunque nel mondo, noi facciamo ciò che è necessario per far sì che venga fatta giustizia". Di quale giustizia parla Obama? E' forse  giustizia quella che viene chiamata in causa per un povero decapitato americano ma che non è stata mai invocata di fronte a tante altre decapitazioni e crocifissioni, operate in Siria (ed ora anche in Irak) dalle bande criminali finanziate ed armate dagli stessi americani tramite i fedeli alleati di Turchia, Arabia Saudita e di Qatar? Quando le bande  jihadiste massacravano in Siria cristiani e sciiti la cosa era del tutto ininfluente per la  coscienza pelosa  dell'americano Obama che legittimava qualsiasi atrocità se commessa da coloro che combattono  Assad.
Quando poi queste bande, ingrossate con l'apporto di gruppi fondamentalisti reclutati e ingaggiati  in tutto il mondo, hanno fondato il Califfato, sono rimaste indisturbate per mesi  dilagando nel nord-est della Siria e nel nord dell'Iraq, conquistando importanti città come Mossul, compiendo stragi tra le popolazioni, mettendo in fuga 1000.000 cristiani e facendo incetta di donne da vendere come schiave. L'aviazione USA è intervenuta solo dopo che il Califfato, precedentemente armato e finanziato, ha preteso di estendersi anche nei territori curdi. Quì in effetti il Califfato non si sarebbe dovuto espandere perchè nel cosiddetto e fantomatico Kurdistan c'è il petrolio a cui sono interessati gli USA, i Francesi e gli Inglesi. Ma i bombardamenti , come era facile prevedere,da soli non possono  bastare.  Ecco allora spuntare una trovata di alta strategia: per combattere il Califfato bisogna colpire le sue basi al di là del confine dell'Irak con la Siria. Quindi bisogna intervenire militarmente in Siria. Due piccioni (o forse tre) con una fava : si dà all'opinione pubblica internazionale l'impressione di voler combattere una vasta organizzazione criminale e stragista e si mette finalmente piede in Siria col pretesto di combattere il terrorismo ( e con la reconditaintenzione di combattere poi contro Assad), cosa che è stata fin'ora  impossibile per l'opposizione russa. Che questo progetto americano abbia aspetti subdoli ed  equivoci è assai probabile.Infatti se eventuali truppe americane dovessero veramente combattere in Siria contro il Califfato, dovrebbero combattere anche contro gli amici del Califfato, cioè contro le diverse bande Jihadiste che sino a ieri sono state rifornite  ed armate per combattere Assad. E ritengono veramente gli Americani che i Russi starebbero a guardare? Non ha Putin già dato chiari segni in varie occasioni di non essere disposto ad avvallare ingerenze e prepotenze americane in settori che coinvolgono interessi della Russia? E non esiste inoltre un altro fondamentale problema, relativo all'esercito siriano lealista che dispone, malgrado tutto, di un armamento discretamente efficiente e di un'areonautica che i sofisticatoi missili forniti agli insorti non sono ancora riusciti a distruggere?
Un'intervento sic et simpliciter degli americani in Siria, giustificato con la lotta al Califfato, non solo si presenta allo stato attuale problematico ma potrebbe provocare
guasti ancora maggiori. Se si prende atto che il regime siriano, malgrado le congiure interne di Fratelli Musulmani e Salafiti, era una condizione di stabilità e di ordine per una vasta area del Vicino Oriente e che il caos ed il dilagare dell'estremismo criminale  è stata la conseguenza dell'insurrezione sollecitata, finanziata ede armata dagli USA ed   alleati, bisogna concludere che se si vuole cancellare o almeno contenere il Califfato è necessario in primo luogo pervenire ad una sia pur parziale normalizzazione della situazione interna siriana. La qual cosa significa cessazione dei combattimenti tra insorti e forze lealiste e disarmo dei gruppi armati fondamentalisti che operano a fianco degli insorti. La qual cosa significa in definitiva arrivare ad un accordo con Assad .
La vasta disponibilità di armamenti e di denaro messi cinicamente a disposizione del Califfato e la precaria situazione irakena comportano serie difficoltà per la restaurazione di una situazione tranquilla e per la cessazione delle stragi. I limitati bombardamenti americaqni ed un  intervento in Siria, anche dopo un eventuale accordo con Assad, sarebbero comunque insufficienti e non potrebbero pertanto risolvere il problema. L' eliminazione del Califfato può avvenire solo con il coin volgimento di forze più vaste e con un forte appoggio  al governo di Bagdad.  Un intervento  serio, e che non fosse un escamotag tendente in realtà a secondi fini, dovrebbe pertanto avvenire con il coinvolgimento di russi e iraniani. L' Iran  è direttamente cointeressato perchè una parte dei suoi territori occidentali confinano col Califfato, che non può essere considerato un vicino affidabile. Non dovrebbero invece essere coinvolti turchi e sauditi corresponsabili  della situazione e soprattutto i francesi  principali artefici della catastrofe libica. 
Dopo i disastri del Vietnam, dell'Irak, dell'Afganistan, della Libia e quello  della Siria come pensano ancora gli americani di poter essere la guida del mondo ? Una guida che si è rivelata tanto criminale quanto inconcludente?   

Cosa vogliono gli USA in ucraina

Gli organi d'informazione, conoscendo l'appiattimento culturale e l'apatia dei  popoli dell'occidente, sottoposti a decenni di propaganda disinformativa, pensano che ormai si possano propinare notizie totalmente in contrasto con la verità e l'evidenza.

Cosa si ripromettono infatti gli USA in Ucraina è evidente senza ombra di dubbio. Essi pretendono che la Russia abbia un confinante ostile, aggregato alla Nato e quindi con basi militari americane. Infatti la Russia, che non accetta l'egemonia globale degli USA,  deve essere progressivamente accerchiata e isolata, in attesa di attuare un crollo dell'attuale sistema di governo, procedere ad uno smembramento territoriale e creare una serie di governi fantoccio filoamericani.

Dopo lo schieramento di missili sui confini polacchi e dei paesi baltici Putin è cosciente che l'accerchiamento va bloccato prima che sia troppo tardi  anche a costo di correre gravi rischi.

Putin e la classe dirigente russa sanno che americani ed occidentali vanno fermati subito o mai più.
In tale situazione ancora una volta il governo italiano, privo di un'opinione propria,  si è allineato supinamente alle direttive americane. Le innovazioni in politica estera promesse dall'ex sindaco di Firenze, miracolosamente trasformato in Presidente del Consiglio con l'appoggio di Obama e della Merkel , non hanno avuto, come era facile immaginare, alcun seguito.

G.O. 09/03/2014

--==(O) ==--

Inizia una nuova guerra fredda

Avevamo recentemente scritto a proposito dell'Ucraina: "La Russia non lascerà correre,non starà a guardare".

I fatti ci hanno dato ragione perchè l'affermazione derivava non da un presunto intuito geniale ma da un ovvio esame della realtà. Potrebbe la Russia restare indifferente a quel che accade al di là del proprio confine, dove ha importanti basi militari e dove esiste nella zona dell' Est una popolazione prevalentemente di lingua russa ?

Può la Russia ignorare che il nuovo governo ucraino si collochi  in  posizioni nettamente antirusse assumendo un atteggiamento persecutorio nei confronti dei cittadini di origine russa ai quali  vorrebbe negare persino  l'uso della propria lingua? Il rafforzamento delle basi militari era pertanto prevedibile ed anche l'aumento del controllo del territorio circostante.

Al contrario degli USA che dichiarano appoggio incondizionato al nuovo governo, sottintendendo che potrebbero se necessario intervenire, la Russia continua ad usare una tattica basata più sui fatti che sulle minacce e le frasi roboanti utilizzat e da Kerry ed Obama. Putin non ha espresso solidarietà ai gruppi di armati filorussi di Belbek o di Sebastopoli che si impossessano di uffici pubblici e di aeroporti, ma non li ha nemmeno contrastati.

In questa fase Putin non ritiene che esistano ancora le condizioni per un intervento diretto e lascia spazio (e certamente concede aiuti) ai gruppi filorussi. Mentre nelle basi russe  affluiscono uomini e  mezzi per essere pronti a qualsiasi evenienza. Nel frattempo i falchi americani spingono incoscientemente verso un conflitto  con la Russia convinti che il loro potenziale bellico, in particolare atomico, sia  nettamente superiore. Essi dimenticano che Putin ( che non sono riusciti ad eliminare malgrado l'enorme finanziamento ai gruppi d'opposizione) durante questi anni invece di fare discorsi minacciosi e arroganti ha sempre usato il linguaggio  della moderazione e, senza molto rumore, rimetteva in funzione il grande armamentario bellico ereditato dall'URSS e ne produceva di nuovo.

Tale moderazione non ha impedito  con grande fermezza a  Putin di opporsi  al Consiglio di sicurezza dell'ONU ad un'intervento militare in Siria, né ha impedito  la fornitura di mezzi finanziari e militari. La Siria ha da lunga data sempre avuto ottimi rapporti con la Russia e questa possiede a Tartus la sua unica base aeronavale del Mediterraneo. Mettere in Siria un governo fantoccio significa anche, per gli americani, sbarazzarsi di questa base. A questo punto c'è il rischio che la situazione dell'Ucraina, programmata e finanziata dagli USA e dall'UE, diventi simile a quella siriana, solo simile perchè le conseguenze ed i pericoli sarebbero assai più gravi.

 28/02/2014

--==(O) ==--

Lo Stato satellite Italia

Mentre emergono nuove malefatte del governo turco, lo Stato satellite Italia continua a supportare servilmente la politica USA e gli interessi dei trafficanti internazionali che vogliono la Turchia in Europa. A chi mi rimprovera di essere "talebano" faccio presente un comunicato di un'agenzia generalmente inquadrata nel sistema dell'informazione dei paesi NATO.

Domenica 9 febbraio
ANSAmed.

"Solo 24 ore dopo aver fatto adottare una legge per il rigido controllo di internet - che consente al governo di chiudere un sito in 4 ore senza decisione giudiziaria e di registrare per due anni i dati confidenziali di ogni utente - che ha suscitato la preoccupazione USA ,UE e Consiglio d'Europa, il governo di Ankara ha deciso la espulsione di un giornalista straniero, accusato di aver scritto tweet critici nei confronti di Erdogan"...

"L'opposizione turca ha più volte accusato Erdogan di appoggiare in Siria non solo l'Els, i ribelli ufficiali, ma anche i gruppi armati jihadisti [..]. Erdogan è impegnato in un'ampia offensiva per ridurre al silenzio i giornalisti critici attraverso detenzione, procedure legali e "intimazione ufficiale", in una delle più vaste campagne di repressione della libertà di stampa nella storia recente."

Che gli USA realmente si scandalizzino del comportamento di Erdogan è chiaramente ridicolo, essi che hanno spiato tutti i governi alleati e che con la complicità dei governanti nostrani continuano a spiare i nostri telefoni e la nostra posta elettronica.

11/02/2014

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Ucraina

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