CONOSCERE PER GIUDICARE

(Noi e l’Islam)

 

PRIMA PARTE

      Mi sono deciso a fare alcune osservazioni (da ripartire in due puntate) relative al mondo musulmano su cui si constata il perdurare di confusioni, pregiudizi e accentuata disinformazione. Malgrado la vastità dell’argomento cercherò d’essere sintetico.

 

1° La presenza musulmana in alcune parti d’Europa è di vecchia data. Tutti gli stati della penisola balcanica che appartennero all’impero ottomano contengono ormai da secoli popolazioni più o meno numerose di musulmani. Riporto in percentuale o in valore assoluto alcuni dati abbastanza aggiornati

Albania 58%

Bosnia 50%

Croazia 1,3%    pari a 63.000

Grecia  90.000

Kossovo 90%

Macedonia del nord 33,3 %

Moldavia 5,5 %

Montenegro 19,1%  pari a 620.000

Serbia 2,9 %

 

Se aggiungiamo le centinaia di migliaia di altri Musulmani che ormai da svariati decenni hanno ottenuto la  cittadinanza in altri stati europei si può senza esagerazione affermare che i Musulmani in Europa non sono una minoranza né esigua né ininfluente.

 

2° I Musulmani non sono, come molti erroneamente ritengono, un’entità compatta ed omogenea ma sono suddivisi in varie, spesso assai diversificate, tendenze. Non trattasi solo della fondamentale divisione in sciiti e sunniti; fra questi ultimi ad esempio esistono diverse scuole teologiche e giuridiche che determinano concezioni alquanto differenziate della sharia, cioè della legge che dovrebbe disciplinare ogni attività umana. A ciò si aggiunge la presenza delle confraternite sufi, costituite per dare risalto agli aspetti mistici della religione ma di fatto operanti anche a livello culturale e politico.Vi sono infine sette e movimenti  come i Fratelli Musulmani, i Wahhabiti e i Salafiti che partendo da concezioni fondamentaliste dell’Islam, da riportare alla purezza delle origini dopo le degenerazioni avvenute nei secoli e soprattutto con l’avvento  della modernità, operano politicamente all’interno della società contro la presenza occidentale ed avversano le minoranze cristiane presenti nei loro paesi. Parlando dei Musulmani, almeno di non esprimere, come accade nella maggioranza dei casi, giudizi generici, approssimativi se non del tutto infondati, è necessario specificare di quali Musulmani s’intende parlare.

 

3° Un errore di fondo di molti europei, o comunque di persone di cultura occidentale, consiste nel valutare gli altri popoli prendendo la propria cultura e le proprie istituzioni politiche  come punto di riferimento. Tale atteggiamento, che è possibile riscontrare già in alcuni famosi orientalisti  del passato, costituì per i governi europei una specie di legittimazione per invadere e colonizzare gli stati musulmani del nord Africa e del Vicino e Medio Oriente. Riscontrata infatti una situazione di decadenza di questi paesi rispetto al loro glorioso passato si sosteneva che essi non sarebbero stati più in grado di risollevarsi senza l’apporto europeo, il solo in grado d’ istaurare forme efficienti di governo. Si dichiarava cioè uno stato d’inferiorità culturale e politica divenuta quasi congenita per giustificarne l’invasione e lo sfruttamento. Dopo numerosi decenni dalla decolonizzazione, e gli innumerevoli progressi che in molti di questi stati si sono verificati, la visione dell’opinione pubblica europea non è sostanzialmente cambiata; gli stati abitati da  Musulmani sono spesso ancora automaticamente individuati come  retrogradi e sottosviluppati sia perché  in essi persiste una religione ritenuta repressiva sia perché il loro sistema politico spesso non è coincidente con il mitico e perfetto sistema democratico occidentale. Pertanto  le intromissioni, i condizionamenti, la propaganda, il finanziamento e la sobillazione delle opposizioni interne, le sanzioni, gli interventi armati per istaurare governi fantoccio filooccidentali, sarebbero tutti legittimi dal momento che esistono ancora popoli musulmani detentori di una propria identità incompatibile con quella occidentale, ed insensibili ai vantaggi della globalizzazione e dell’egemonia mondiale degli USA.

 

4° Una delle maggiori preoccupazioni che si hanno nei confronti dei Musulmani nella loro totalità è

il cosiddetto gihàd ,  cioè la guerra santa che essi hanno l’obbligo di effettuare per diffondere la loro religione su tutta la Terra. Secondo il diritto musulmano la gihàd è obbligatoria ma riguarda solo le popolazioni ritenute pagane che non si vogliano convertire e quindi non i cristiani. Nella guerra santa è proibito uccidere donne, bambini, vecchi e gente inerme ed anche distruggere le case  e confiscare i beni. I cristiani, che hanno il diritto di mantenere la propria religione, hanno però l’obbligo di sottomettersi, richiedere protezione e pagare un tributo. La gihàd in tempi moderni molto spesso non veniva più applicata sia durante che dopo la colonizzazione.

La lotta armata per la diffusione della religione non è stata però effettuata solo dai Musulmani ma anche dai Cristiani. Ad esempio Carlo Magno, defensor fidei, nell’ VIII secolo portò avanti una trentennale guerra di sterminio dei Sassoni motivandola tra l’altro col loro rifiuto a volersi convertire al Cristianesimo; si ricorda ancor oggi la decapitazione di 4500 prigionieri sassoni. Né in tempi più recenti si possono dimenticare nella conquista dell’America le stragi perpetrate da Spagnoli e Portoghesi contro le popolazioni indios restie a convertirsi. La pratica del battesimo forzato e successivo sgozzamento era abbastanza diffusa.

Ci sarà motivo più avanti di tornare su questo tema.

 

5° Un argomento a cui una notevole parte del pubblico occidentale dimostra di essere assai sensibile

è quello della condizione della donna. Nell’epoca precedente l’opera di civilizzazione di Maometto, attuata con la creazione di una nuova religione e di una conseguente struttura statale, le donne arabe erano considerate come cose o se vogliamo come animali, le mogli si  potevano comprare e le mogli e le figlie si potevano vendere. Il numero delle mogli non era determinato. L’Islam regolamentò l’istituzione familiare. Alle mogli furono riconosciuti diritti : patrimoniali, ereditari, divorzio, ecc. Il numero delle mogli fu limitato a cinque. Una legge d’importanza fondamentale fu il divieto dell’infanticidio femminile che era notevolmente praticato. Restava fuori discussione che essendo i due sessi differenti non vi poteva essere uguaglianza, ma differenza e complementarità dei compiti, il  marito deve pertanto essere il capo della famiglia.

Vediamo ora alcuni aspetti relativi alle donne nella religione cristiana.

Dall’epistola di San Paolo agli Efesini (5,22) :

Le donne siano soggette ai loro mariti come al Signore, perché il marito è capo della donna, come Cristo è capo della Chiesa, del cui corpo, egli è il Salvatore.Or, come la Chiesa è soggetta a Cristo, così le donne devono star soggette ai loro mariti.

Poiché le lettere di San Paolo fanno parte del Nuovo Testamento, che per il credente è parola di Dio in quanto lo scrittore sacro ha scritto sotto la di Lui ispirazione, il principio sopra enunciato ha avuto nel popolo cristiano validità per secoli  sino a che non sono subentrate dottrine moderniste e femministe che hanno stravolto la dottrina originaria affermando che la Chiesa deve essere al passo coi tempi. Come s’intuisce, l’atteggiamento dei cristiani nei confronti delle donne  è stato per tanto tempo per molti aspetti simile a quello dei musulmani eccettuata la possibilità della poligamia.

 

 SECONDA PARTE

      Quanto esposto nella prima parte riguarda l’Islam sunnita  tradizionale od “ortodosso” cioè quello che pur nelle differenze interne restava sostanzialmente collegato con le quattro scuole giuridiche riconosciute. La situazione attuale si è in gran parte modificata per l’espandersi del fondamentalismo. Posizioni rigoriste all’interno dell’Islam ci sono state sin dall’antichità, ma esse venivano emarginate e combattute. I fondamentalisti contemporanei, ad esempio i Fratelli Musulmani, sono stati spesso messi fuori legge da diversi governi arabi come in Siria e in Egitto  . Il fondamentalismo wahhabbita, così denominato dal nome del fondatore  ibn Ì’Abd al-Wahqqab, fu adottato da un antenato degli attuali sovrani dell’Arabia Saudita che hanno investito miliardi di dollari per diffondere in Africa e Medio Oriente la loro ideologia estremista che ha provocato stragi di Cristiani in Pakistan, Nigeria ed Egitto. I wahhabbiti sono inoltre quelli che hanno effettuato sanguinosi attentati in Cecenia e provocato a suo tempo una guerra. Ma il boom del fondamentalismo si è avuto grazie all’intervento degli USA e della NATO nella guerra dell’Iraq, della Siria e della Libia. Queste guerre scatenate per effettuare cambi di governo in modo d’avere il pieno controllo di quei territori è avvenuto con la complicità e l’aiuto militare e finanziario d’Israele, Emirati Arabi, Qatar,  Arabia Saudita e Turchia. Si sono fatte venire dall’Asia, dall’Africa e dall’Europa decine di migliaia di estremisti musulmani, stipendiati lautamente ed armati di mezzi modernissimi, allo scopo di  utilizzare il loro fanatismo religioso e  politico per abbattere i governi arabi che avevano scelto, pur coi loro difetti, la via del laicismo, della sovranità e dell’indipendenza nazionale. A fianco di una miriade di bande terroristiche gli agenti della CIA, con la collaborazione dei paesi della NATO, di Israele, della Turchia e delle  monarchie petrolifere, hanno creato due poderose organizzazioni, l’ISIS ed al-Qaida ( questa già funzionante ai tempi della guerra russo-afgana)  utilizzando Wahhabbiti, Fratelli Musulmani, Salafiti e simili. Queste aggregazioni politico-religiose, anche se in competizione o in lite tra loro, sono tutte  motivate essenzialmente dalla volontà di istaurare nei territori  conquistati delle nuove istituzioni statali basate sull’adozione di una sharÄ« Ì’a che dovrebbe, in una concezione farneticante, essere riportata a quella in vigore ai tempi del profeta Muḥammad. In questo progetto voluto e sostenuto dai paesi occidentali, oltre la guerra contro i governi laici locali, è compresa anche l’estirpazione di tutte le minoranze cristiane  e sciite procedendo ad attività stragiste di vasta portata. Le fosse comuni di Siria ed Iraq testimoniano l’eliminazione di miglia di persone (crocifisse, decapitate, sgozzate, bruciate vive); molte di quelle che non sono state massacrate erano donne ancora idonee per diventare mogli o concubine o schiave o prostitute. Tutte queste cose sono state tacitate o quanto meno minimizzate dagli organi  di informazione occidentali condizionati e rispettosi delle direttive impartite dalla Nato; si tratta pertanto di colpe  gravissime da addebitare non solo ai terroristi islamisti ma anche ai loro mandanti, il cui unico fine è di abbattere con qualsiasi mezzo ed in qualsiasi  modo dei legittimi governi che non vogliono essere assoggettati.

 

2° Tutto quanto è stato sopra scritto, che potrebbe sembrare sovrabbondante, ha avuto lo scopo di chiarire le condizioni del mondo musulmano che fortunatamente non è formato solo da pericolosi terroristi esaltati  e strumentalizzati dagli occidentali esportatori della democrazia ma da tanta gente “normale” desiderosa di riprendere come prima a vivere in pace tra i diversi gruppi etnici e religiosi compresi quelli cristiani. Non ultimo scopo di questo intervento è stato quello di chiarire il contesto di Silvia Romano a cui è stata rivolta in Italia un’attenzione forse spropositata.Il mio punto di vista è il seguente:

Nella maggior parte d’Europa vi è libertà di religione anche se la religione è sempre più denigrata. Se una persona di origini cristiane diventa musulmana potremmo dire che questo è un fatto che riguarda solo lei . Quello di cui ci si dovrebbe invece chiedere dal punto di vista religioso, culturale e sociologico perché sempre maggiore è il numero di cristiani che abbandonano il cristianesimo per passare all’Islam; in particolare dovrebbero chiederselo le alte gerarchie del Vaticano che non sembrano al fatto molto interessate. Forse la Chiesa “al passo coi tempi”, che rivaluta Lutero ed il modernismo ripetutamente condannato da vari papi ed in particolare da San Pio X nell’enciclica Pascendi, la quale oggi attraverso suoi importanti esponenti si dichiara favorevole ad una concezione progressiva dei dogmi e che in conseguenza assume posizioni poco chiare sulle coppie di fatto,  sulle coppie gay, sul matrimonio dei preti e delle monache, sulla messa celebrabile dalle monache, crea in molti fedeli, abituati a seguire le prescrizioni tradizionali della Chiesa,una situazione di confusione e delusione. Nella ricerca di una fede più netta, con una morale meno elastica e possibilista e con un comportamento più rigoroso, la suggestione dell’Islam può farsi strada e le conversioni si moltiplicano anche perché nessuno ormai direbbe che sono gravi peccati di apostasia ma semplicemente “crisi di coscienza”.

       Ma il discorso su Silvia Romano non può concludersi qui perché Silvia Romano non si è convertita ad un generico Islam ma al farneticante Islam di una banda di pericolosi terroristi presso i quali ha detto di essere stata trattata molto bene, certamente con tutte le cure e le gentili premure che si adottano  nei rapimenti di giovani donne europee! E perciò si è convertita ad una fede migliore ed è tornata in Italia a propagandare questa sua nuova fede ed a convincerci che i suoi ex carcerieri non sono degli spietati terroristi ma  dei bravi ragazzi. In fin dei conti possiamo ben dire che il nostro sensibile governo ha speso bene quattro milioni del contribuente italiano.

 

Post scriptum.

Il noto sociologo viterbese Francesco Mattioli ha mosso alcune obiezioni di principio alla prima parte di un mio articolo precedentemente pubblicato avente per tema CONOSCERE PER GIUDICARE-Noi e L’Islam. Premetto che la cosa non mi sorprende né mi rattrista perché ho piena coscienza che quello che scrivo suscita e forse susciterà a lungo o per sempre dissenso piuttosto che consensi. In particolare non mi rattrista perché mi ritengo già soddisfatto se su un argomento riesco ad attirare l’attenzione di qualche persona pensante ed a suscitare un dibattito. Le obiezioni sono numerose e rispondere compiutamente a tutte necessiterebbe un tempo ed una capacità d’impegno di cui attualmente non posso disporre. D’altra parte qualche piccolo chiarimento potrebbe esserci con la lettura di questa seconda parte. Mi soffermo quindi su due soli particolari. Il primo è quello della Dichiarazione dei diritti inviolabili dell’Uomo del 1948 annoverata tra i fiori all’occhiello della cultura occidentale.  Parteciparono a suo tempo alla votazione 58  rappresentanti di altrettanti stati; votarono a favore 48. Tra i votanti a favore vi furono anche stati musulmani. A fronte di questa solenne dichiarazione mi sia consentito citare il breve versetto 104 della III sura del Corano: - Sorga tra voi una comunità che inviti al bene, raccomandi le buone consuetudini e proibisca ciò che è riprovevole.

Il secondo particolare è la frase del Mattioli che scrive: - ….dubito che potremmo avere una chiesa nei pressi della Kaaba. Non dubiti ma ne abbia certezza,  l’esempio è però inaccettabile. Non si può chiamare in causa  il comportamento del più retrogrado paese del mondo dove il boia giornalmente commina frustate, taglia teste o mani o piedi a seguito di processi sommari. Non si può chiamare in causa l’Arabia dei  musulmani wahhabiti (alleati di ferro degli Usa e con cui noi italiani facciamo ottimi affari di traffico d’armi) facendo pensare che quello sia il comportamento normale di tutti i Musulmani. La Siria era piena di chiese prima che tante venissero distrutte dagli “oppositori democratici” e dalle altre bande terroristiche finanziate ed armate dall’Occidente. E chiese ce ne sono o ce ne erano in Libano, in Iraq, in Egitto ed in ogni stato arabo del Mediterraneo. Chiese ci sono in Iran ed altrove.

 

Infine per evitare equivoci nessuno pensi che sono musulmano perché sono cristiano cattolico.

27/05/2020                                        Giuseppe Occhini

 IL FALSO MITO DELL’ONU

    

Al termine della seconda guerra mondiale gli Stati vincitori della guerra vollero creare un sistema che garantisse ad essi per l’eternità il controllo e la supremazia su tutti gli altri stati del mondo. Fu a tal proposito inventata l’Organizzazione delle Nazioni Unite.

      I cittadini dei vari popoli, tranne rare eccezioni, non si sono mai preoccupati di leggere lo Statuto dell’ONU, non hanno quindi potuto prendere atto in cosa effettivamente consista e quali siano i suoi scopi reali. Basandosi su alcune dichiarazioni di principio di carattere generale, si è fatto credere che trattasi di un’organizzazione internazionale super partes che interviene nei dissidi e negli scontri fra gli stati in maniera equanime e secondo criteri di imparzialità e di giustizia.

      Consideriamo ad esempio l’Articolo 2 comma 1:

 L’Organizzazione è fondata sul principio della sovrana uguaglianza di tutti i suoi Membri.

     Quanto sia infondata e falsa questa enunciazione è di facilissima dimostrazione:

      Articolo 24 :

 Al fine di assicurare un’azione pronta ed efficace  da parte delle Nazioni Unite, i Membri conferiscono  al Consiglio di Sicurezza la responsabilità principale del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale e riconoscono che il Consiglio di Sicurezza  nell’adempiere i suoi compiti  inerenti a tale responsabilità agisce in nome loro.      

    Ed ora vediamo come è costituito e come funziona il Consiglio di Sicurezza:

    Articolo 23:

Il Consiglio di Sicurezza si compone di 15 Membri delle Nazioni Unite. La Repubblica di Cina, la Francia, la Federazione Russa, il Regno Unito di Gran Bretagna, gli Stati Uniti d’America sono Membri Permanenti del Consiglio di Sicurezza.

   Articolo 27- Votazione:

(2) Le decisioni del Consiglio di Sicurezza su questioni di procedura sono prese con un voto favorevole di nove Membri.

(3) Le decisioni del Consiglio di Sicurezza su ogni altra questione sono prese con un voto favorevole di nove membri, nel quale siano compresi I VOTI DEI MEMBRI PERMANENTI……

      Vediamo infine l’art.47 relativo al Comitato di Stato Maggiore che è l’organo di comando negli interventi di carattere militare:

(2) Il Comitato di Stato Maggiore è composto dai capi di Stato Maggiore dei Membri Permanenti  del Consiglio di sicurezza o di loro rappresentanti…..

      Ricapitoliamo:

-Il vero potere decisionale dell’ONU  è demandato al Consiglio di Sicurezza.

-Del Consiglio di Sicurezza ne fanno parte anche cinque Membri che hanno il privilegio di essere permanenti.

-Oltre il privilegio di essere Membri Permanenti ognuno di essi può da solo impedire, non votando a favore, che il Consiglio adotti deliberazioni a cui si è contrari. In altre parole un Membro Permanente ha diritto di veto.

-Gli interventi militari dell’ONU sono decisi se nella maggioranza richiesta vi è l’unanime  accordo dei Membri Permanenti i  quali stabiliscono le modalità esecutive per mezzo del Comitato  di Stato Maggiore che detiene il comando delle truppe.

 A questo punto è evidente che nell’ONU il principio dell’Art.2 sulla sovrana uguaglianza di tutti i suoi Membri è una smaccata falsità che caratterizza questa Organizzazione dalla data della sua istituzione sino ad oggi. Questa situazione, che di fatto mette nelle mani di cinque Membri Permanenti ogni decisione che riguardi le contese internazionali , è inoltre particolarmente inaccettabile in quanto costoro godono di fatto di un  privilegio aggiuntivo cioè quello dell’impunità. Infatti se uno di essi commette un grave infrazione,  che l’ONU avrebbe l’obbligo di perseguire per mezzo del Consiglio di Sicurezza, ricorrendo al diritto di veto nessuna azione nei suoi confronti può essere intrapresa. Ѐ in tal modo che gli Stati Uniti, che hanno totalmente abolito il rispetto del diritto internazionale, possono permettersi di compiere qualsiasi arbitrio. L’ideologia su cui si basa l’attività politica degli Stati Uniti, e che è comune sia a repubblicani che a democratici, è il perseguimento dell’egemonia mondiale. Ne consegue che qualsiasi stato che per potenza economica o militare, come Russia, Cina o Iran ritiene inaccettabile tale politica di assoggettamento, viene immediatamente individuato come nemico. L’Iraq di Saddam Hussein, la Siria di Asad e la Libia di Gheddafi sono state aggrediti, col concorso di tutta la NATO (che dovrebbe essere un’alleanza difensiva), non perché rappresentassero un pericolo  nei confronti di qualche stato della NATO ma solo perché non disponibili ad accettare l’ingerenza  degli USA nei loro fatti interni e ad assecondarne incondizionatamente gli interessi. È ormai del tutto assodato che la NATO sia uno strumento militare al servizio degli USA che per mezzo di potenti mezzi di corruzione, attraverso il coinvolgimento di lobbies internazionali  e minacce di ritorsioni ottiene il totale consenso dei governi occidentali. Questo prefabbricato meccanismo di funzionamento dell’ONU non può impedire questo stato di cose. Continuare  a ritenere l’ONU una benemerita istituzione avente per scopo la tutela della pace e i giusti diritti dei popoli è pertanto un grosso fraintendimento che vanifica una corretta conoscenza dei  fatti  internazionali, non  consente  la   individuazioni delle reali responsabilità , non consente di risolvere equamente i conflitti e di effettuare la punizione dei colpevoli, se essi appartengono ai cinque principali vincitori della seconda guerra mondiale; di questa dopo 75 anni non sono ancora cessati gli effetti

13/05/2020

Giuseppe Occhini

 QUALE SOVRANISMO ?

Mentre risultava sempre più evidente l’inaffidabilità politica di Salvini e Di Maio, si cominciò a delineare la necessità di creare nuove organizzazioni che con maggior coerenza e competenza affrontassero i problemi urgenti della sovranità nazionale  in relazione non solo all’economia, ma anche alle relazioni internazionali, alla politica militare, alla identità e rinascita culturale. In tale prospettiva si fece da parte di alcuni il condivisibile discorso che una nuova azione politica dovesse basarsi su alcuni punti salienti: abbandono delle etichette di destra e sinistra, di fascismo ed antifascismo, di comunismo ed anticomunismo; riferimenti questi che dovevano ormai essere considerati  privi di senso perché facenti parte di situazioni superate, utilizzabili solo per legittimare polemiche, inutili nostalgismi o l’esistenza di vecchie sigle postbelliche prive di ogni attualità.Questa nuova prospettiva tendente a restituire autorità e sovranità allo stato viene ad essere sintetizzata nello slogan, no all’euro, no all’Unione Europea, no alla NATO. Questi tre no dovrebbero rappresentare un programma preliminare a qualsiasi altra iniziativa, infatti solamente quando uno stato può autonomamente disporre della propria moneta, della propria attività economica e senza condizionamenti militari sul proprio territorio, è in grado di affrontare e progettare le politiche necessarie al benessere dei propri cittadini. Quanto sia difficile, e quanto lunga la strada, per realizzare i tre punti sopra indicati ce lo ha dimostrato la “brexit” del Regno Unito. In tutti i modi, anche se senza successo, si è cercato di impedire  l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea: deplorazioni, insulti, ritorsioni economiche, minacce. Ancora più difficile lo sarebbe per l’Italia condizionata dall’euro e da una situazione di totale sudditanza militare ( 113 basi NATO a comando Americano) nei confronti degli USA che avendo in Italia le principali basi aeree e navali del sud Europa, si opporrebbero, senza escludere azioni di forza, utilizzando ogni strumento di ritorsione e di ricatto. Un programma preliminare di questo tipo presuppone pertanto di poter nel tempo realizzare un vasto consenso popolare attraverso un’ assidua opera d’informazione, di demistificazione e di rieducazione, ma un vasto consenso lo si potrà ottenere solamente con un vero superamento delle etichette inizialmente elencate. Allo stato dei fatti ciò trova invece difficoltà a realizzarsi perché alcuni tra i protagonisti di questi nuovi movimenti sembrano restare ancorati ad una concezione marxista, sia pur riveduta e corretta, come dimostrano le ricorrenti citazioni di Gramsci o di Marx. Ciò induce a ritenere che il nuovo sovranismo da realizzare dovrebbe essere secondo costoro un sovranismo  di sinistra, cioè una specie di sovranismo che pur avendo acquisito concetti come quello di identità nazionale deve restare comunque collegato ad un sottofondo classista e marxista.

A questo punto un chiarimento diviene pertanto necessario. Le aspettative di realizzare stabilmente nel tempo uno stato marxista , almeno nei paesi di cultura occidentale, hanno avuto un crollo con il dissolversi dell’Unione Sovietica e dei paesi satelliti. Il socialismo “scientifico” di Marx ed Engels era ritenuto tale perché basato non su sentimenti umanitari ed utopie ma sulla presunta scoperta delle leggi del funzionamento della storia (materialismo  storico)  e della società. Ora, ciò che è scientifico deve farci conoscere non solo i fenomeni  del presente ma deve farci anche prevedere gli accadimenti del futuro; secondo il socialismo scientifico dovevano essere pertanto prevedibili gli sviluppi e poi il venir meno delle società capitalistiche contemporanee. Le leggi dello sviluppo storico, che erano state scoperte, dovevano cioè essere assai simili a quelle della fisica;  le regole della gravitazione universale applicate alla meccanica celeste ci consentono, ad esempio, di conoscere con molto anticipo le eclissi di luna e di sole che accadranno negli anni a venire. E’ pertanto evidente che se le previsioni del socialismo “scientifico” non si verificano e sono fortemente contraddette la pretesa della sua scientificità viene meno e ciò determina irrimediabilmente la crisi di una delle basi fondamentali su cui poggiava il marxismo.

Infatti:

1° La rivoluzione proletaria che avrebbe annientato il capitalismo e portato definitivamente al potere la classe operaia non ha avuto gli esiti preannunciati. La rivoluzione bolscevica e la creazione, alla fine della seconda guerra mondiale, di una serie di stati comunisti satelliti dell’Unione Sovietica è risultato un fenomeno transeunte che si è risolto in un progressivo collasso per cause interne.

2° La prova sperimentale della società comunista nell’Unione Sovietica e nell’Est europeo ha pertanto dimostrato non solo la fallacia di una previsione teorica ma anche un’impossibilità pratica. Gli stati comunisti d’Europa sono crollati per vari motivi ma anche perché in contrasto con i modi d’essere della natura umana a cui necessita un margine d’autonomia personale e la possibilità  di autorealizzarsi anche attraverso il possesso di una proprietà privata sia pur limitata e regolamentata.

 In altre parole i paesi comunisti occidentali, a parte gravi problemi interni, non hanno retto il confronto coi paesi capitalisti perché questi hanno, fra l’altro, sviluppato un’ efficace e menzognera propaganda tendente a dimostrare che essi erano i garanti della libertà, del benessere, della proprietà privata e della maggior parte delle cose  che ogni persona naturalmente desidera.

A che cosa è servita questa lunga digressione ?  A dimostrare l’inutilità attuale di richiamarsi al marxismo, per lo meno al marxismo nella sua parte essenziale. Né è proponibile un marxismo riveduto e corretto, aggiustato e modificato che non sarebbe più tale; la Cina, dove  spazio è stato concesso alla proprietà privata ed all’economia di mercato, non può essere, propriamente, considerata un paese marxista o comunista. D’altra parte in Europa non esistono più una classe operaia e il tradizionale capitalismo borghese , indispensabili per la lotta di classe. Oggi esistono da una parte delle grosse lobbies internazionali che attraverso il controllo monetario e bancario manipolano a proprio vantaggio il funzionamento dell’economia mondiale e della politica degli stati, dall’altra una massa amorfa di cittadini sempre più plagiati e disinformati destinati ad accrescere il numero degli indigenti.

Con quanto detto non si può però ignorare che nella gran mole degli scritti di Marx e negli scritti dell’incarcerato Gramsci non si possano rinvenire passi condividibili che possano essere menzionati. Giulietto Chiesa in più di un’occasione ha sottolineato  l’urgenza di riacquisire ed applicare regole etiche nella politica (e quindi nel funzionamento dello stato). Ciò è assolutamente necessario se la politica, come già asseriva Aristotele, è l’attività finalizzata al bene comune; allora non sarebbe disdicevole nell’abbondanza di citazioni di Marx e di Gramsci inserirne qualcuna di Mazzini e dell’assassinato Gentile.

 

03/01/2020       G.Occhini

 

                   

 

 SOLEIMANI ASSASSINATO DA TRUMP PERCHÉ COLPEVOLE DI :

  • Aver portato aiuto al legittimo governo della Repubblica Siriana
  • Aver combattuto con grande successo contro l’Isis
  • Aver impedito le crocifissioni o il taglio della testa a centinaia di cristiani perseguitati dai terroristi
  • Aver bloccato in Siria ed Iraq il traffico della droga protetto dai servizi segreti occidentali.

15/01/2020                             Giuseppe Occhini

 

                    

ASSASSINANDO SI ESPORTA LA DEMOCRAZIA

 Il Segretario di Stato americano, Mike pompeo,ha tenuto giorni fa all’Università di Standford una conferenza dal titolo: The Restoration of Deterrence:The Iranian Example. In tale conferenza è emerso che l’assasinio di Soleimani fa parte di una nuova strategia di “deterrenza preventiva” che d’ora in poi sarà applicabile dagli USA contro qualsiasi paese potenzialmente nemico degli Stati Uniti, in primis, contro Cina, Russia, Cuba, Venezuela, Nicaragua, Siria.

In altre parole, abolita in via definitiva l’inutile osservanza delle norme di diritto internazionale, le attività in campo diplomatico, le regole dell’ONU, gli USA affermano che chi contrasta la propria supremazia  mondiale sottopone i membri del proprio governo o i propri capi militari al rischio di essere eliminati.

In definitiva i sistemi sino ad oggi adottati solo dai gangsters diventano per gli USA applicabili alla politica estera e militare.

19/01/2020 Giuseppe Occhini

 

Ancora equivoca e subdola la politica turca

Dopo che si è consentito alla Turchia di fornire importanti aiuti economici e militari all'Isis senza esprimere alcun dissenso e senza aver preso alcun serio provvedimento, tenuto anche conto che essa è membro della NATO, oggi tutta la stampa occidentale dà ampio risalto al suo intervento militare in Siria ed Iraq.

Mentre da parte di alcune testate si cerca di minimizzare il precedente comportamento della Turchia definendolo  "scarso contributo" alla lotta all'Isis, ora  si fanno ampi elogi all'intervento definendolo fondamentale nella lotta contro il fondamentalismo islamico. Ci si può chiedere qual'è il motivo del cambiamento di atteggiamento della Turchia e si può rispondere subdolamente che ciò è stato   conseguenza delle sollecitazioni americane e di alcuni attentati verificatisi recentemente nel suo territorio. La verità è invece differente ed è stata, come al solito, ben  mistificata per un pubblico occidentale abituato a recepire  panzane.

La Turchia, intervenedo con l'aviazione in Siria ed Iraq con lo scopo dichiarato di combattere l'Isis , in realtà intende avere delle occasioni per colpire le formazioni curde che allo stato attuale si sono rivelate, insieme alle truppe di Asad, lo strumento più efficace per combattere l'Isis e gli altri gruppi terroristici. Tutto ciò avviene con la benedizione USA che tollera la politica repressiva verso i Curdi in Turchia ed approva le azioni militari contro il Pkk in Iraq.


In definitiva non si dà  nessuna seria prospettiva politica alla lotta dei Curdi per la loro sopravvivenza etnica, si lascia che siano perseguitati e combattuti  dai Turchi,  si continua a fornire armi ai ribelli siriani e si vuol contemporaneamente far credere di contrastare l'Isis.

Come può essere  possibile fare una cosa e nello stesso tempo il suo contrario ?

La risposta sta nei torbidi ed inconfessabili interessi portati avanti dalla politica criminale dei paesi occidentali; il sospetto che gli USA non abbiano serie intenzioni di combattere l'Isis in sé e per sé ma solo per costringerla a rendersi disponibile ad assecondare i loro interessi ed a sbarazzarsi di Asad diviene pertanto sempre più fondato.
 

Puntualizzazioni e commenti - Giugno 2015

I principi umanitari dovrebbero essere fra quelli basilari della nostra civiltà; putroppo di essi si fa spesso un uso perverso per  conseguire finalità inconfessabili.  Si organizzano sommosse con gruppi dissidenti all'interno di uno stato che si vuol destabilizzare, quando poi la polizia e gli altri organi di sicurezza intervengono e di fronte ai manifestanti che sparano  sono costretti a loro volta a sparare si parla di feroce repressione. Il governo di quello stato viene allora definito dittatoriale e si interviene direttamente o indirettamente con il falso alibi delle motivazioni umanitarie.

L'adozione di iniziative umanitarie, quando non riguardano l'operato del singolo ma quello di un organismo pubblico , non possono, come purtroppo spesso accade, essere intraprese in maniera indiscriminata. Uno stato ha  infatti il dovere istituzionale prevalente di tutelare i legittimi interessi dei propri cittadini e non può pertanto intraprendere iniziative "umanitarie" che collidano fortemente con tali interessi. Non dovrebbe pertanto accadere che le frontiere siano cancellate, che un numero indiscriminato di profughi vi possa avere accesso senza  alcun documento di riconoscimento, senza indicare il luogo di provenienza  e senza menzionare l'organizzazione che ha consentito l'espatrio.

L'espediente di dichiararsi rifugiati politici ha successo perchè  la vigente normativa di fatto impedisce di verificare se esistono  i reali requisiti. In tal modo l'umanitarismo si è trasformato in un irresponsabile pietismo progressista che finge di non vedere a quali gravi conseguenze si va incontro.

Ci si accorge  oggi, con atteggiamento farisaico, che l'immigrazione senza controlli ha dato la possibilità d'introdurre in Europa un elevato numero di potenziali terroristi. Nulla però si fà  per porre un freno a questo stato di cose. Perchè? Perchè il traffico di immigrati è un'attività redditizia; redditizia per le cosche criminali colluse con il potere politico e quindi redditizia anche per certi politici. Chi si accaparra i soldi degli immigrati in parte sono gli scafisti, in parte le organizzazioni terroristiche islamiste, in parte i basisti europei che smistano e indirizzano i flussi migratori. Le organizzazioni  pubbliche e private dal canto loro  incassano soldi dello stato, che solo in parte vengono spesi per le opere assistenziali a cui sarebbero  destinati.       

Aggiornamenti dalla Siria

L'Isis continua malgrado i bombardamenti USA ad avere armi e munizioni. Da chi? Da chi sino ad oggi le ha sempre rifornite: Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Francia e CIA. Diciamo CIA e non USA essendo questa non solo un organismo predisposto alla sicurezza ed allo spionaggio ma, ormai da tempo, un corpo di fatto a se stante che opera con la copertura di potenti lobbies, comprese quelle che producono e commerciano clandestinamente armamenti, prendendo per proprio conto iniziative destinate a restare nell'ombra e svolgendo pertanto una propria politica estera e militare parallela a quella del governo.

Stando così le cose l'Isis, in leggera crisi in Irak continua ad avanzare in Siria dove malgrado le inaudite atrocità (comprese quelle recenti nel campo profughi di Yarmuck) non viene minimamente contrastata dalle forze della cosiddetta coalizione guidata dagli USA. Le atrocità infatti sono ritenute giustificabili se chi le commette è un avversario di Asad.
* * * * *

Gli sforzi dell'inviato dell'ONU, Staffan De Mistura, di trovare una soluzione alla guerra civile
siriana, o più modestamente di pervenire a tregue temporanee e limitate, per esempio ad Aleppo,e consentire iniziative umanitarie nei confronti della popolazione civile, sono stati vanificati dalle truppe ribelli , dalla miriade di bande Jadiste e dai tagliatori di teste che su istigazione di Turchia ed Arabia saudita hanno respinto qualsiasi proposta.

I Turchi già sterminatori degli armeni ed oppressori dei curdi non hanno infatti scrupoli a far continuare il massacro delle popolazioni siriane e scrupoli non ha nemmeno il democratico re saudita a cui preme innanzitutto lo sterminio di sciiti ed alauiti. Gli uni e gli altri concordano sulla necessità di eliminare Asad che cerca d'impedire i loro progetti criminali. Gli USA d'altra parte non se la sentono di mettersi in contrasto con degli affezionati alleati e la loro realpolitic non tiene in gran conto la tutela delle vite umane; anch'essi quindi contribuiscono a sabotare l'operato di Staffan de Mistura ed ogni iniziativa dell'ONU contrastante con la loro pretesa di egemonia mondiale.
* * * * *

Papa Francesco ha avuto il coraggio di prendere sul genocidio degli Armeni finalmente una posizione chiara pur sapendo le conseguenze che ne sarebbero derivate. Alla base del suo intervento vi è stato il concetto che la verità va proclamata a prescindere da qualsiasi posizione opportunistica.

Data la portata dell'intervento e la risonanza che avrebbe avuto e le prevedibili tensioni che sarebbero sorte con lo stato fondamentalista turco, non si può minimamente supporre che si sia trattato di un' iniziativa improvvisata da un papa esuberante, nè si può ritenere che il fatto sia avvenuto all'infuori di una strategia politica del Vaticano. Inoltre è assai probabile che ci possa essere stata una correlazione tra la recente visita del papa in Turchia e quanto poi è accaduto.

La sortita del papa avviene mentre da più parti si fanno pressioni per l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. Lo vogliono gli USA ed alcuni stati europei, come l'Italia, pedissequamente allineati con la politica estera americana. L'ingresso della Turchia in Europa avrebbe infatti la finalità di rafforzare all' interno di essa le tendenze filoamericane; in altre parola il controllo USA sull' Europa con la presenza della Turchia, suo fedele e ben armato alleato, avrebbe un ulteriore rafforzamento. D'altra parte l'entrata nella UE della Turchia che, tranne una ben piccola parte, non è geograficamente europea e tanto meno lo è culturalmente, ha come secondo scopo di constituire un antecedente per consentire subito dopo l'adesione dello stato sionista d'Israele.

Se si osserva da vicino la politica della Turchia si constata non solo il diniego di riconoscere il genocidio degli Armeni , ma anche altri fatti deplorevoli:

a) La dura repressione nei confronti della minoranza curda a cui si interdice l'uso della lingua e di cui si nega anche l'esistenza di una cultura nazionale.

b) Le limitazioni alla libertà religiosa creando crescenti difficoltà ai gruppi cristiani ed ebraici.

c) La carenza di tutele e di possibilità di difesa nel diritto penale per "reati" politici.

d) Il sostegno sia palese che recondito ai gruppi fondamentalisti e terroristici che in Siria ed Iraq
massacrano cristiani e sciiti e devastano chiese e moschee.

In tali condizioni papa Francesco mentre ha rimarcato la responsabilità morale di un sistema di governo che si ostina a non riconoscere quello che è stato definito il primo genocidio dell'epoca contemporanea, ha indirettamente e senza nominarle richiamato l'attenzione su tutte le gravi controindicazioni che sussistono per l'ingresso della Turchia in Europa, il cui scopo è solamente quello di favorire le mire scellerate degli USA e della NATO.

Puntualizzazioni e commenti

I principi umanitari dovrebbero essere fra quelli basilari della nostra civiltà; putroppo di essi si fa spesso un uso perverso per  conseguire finalità inconfessabili. 

Si organizzano sommosse con gruppi dissidenti all'interno di uno stato che si vuol destabilizzare, quando poi la polizia e gli altri organi di sicurezza intervengono e di fronte ai manifestanti che sparano  sono costretti a loro volta a sparare si parla di feroce repressione. Il governo di quello stato viene allora definito dittatoriale e si interviene direttamente o indirettamente con il falso alibi delle motivazioni umanitarie.

L'adozione di iniziative umanitarie, quando non riguardano l'operato del singolo ma quello di un organismo pubblico, non possono, come purtroppo spesso accade, essere intraprese in maniera indiscriminata. Uno stato ha  infatti il dovere istituzionale prevalente di tutelare i legittimi interessi dei propri cittadini e non può pertanto intraprendere iniziative "umanitarie" che collidano fortemente con tali interessi.

Non dovrebbe pertanto accadere che le frontiere siano cancellate, che un numero indiscriminato di profughi vi possa avere accesso senza  alcun documento di riconoscimento, senza indicare il luogo di provenienza  e senza menzionare l'organizzazione che ha consentito l'espatrio. L'espediente di dichiararsi rifugiati politici ha successo perchè  la vigente normativa di fatto impedisce di verificare se esistono i reali requisiti.

In tal modo l'umanitarismo si è trasformato in un irresponsabile pietismo progressista che finge di non vedere a quali gravi conseguenze si va incontro. Ci si accorge  oggi, con atteggiamento farisaico, che l'immigrazione senza controlli ha dato la possibilità d'introdurre in Europa un elevato numero di potenziali terroristi. Nulla però si fà  per porre un freno a questo stato di cose. Perchè? Perchè il traffico di immigrati è un'attività redditizia; redditizia per le cosche criminali colluse con il potere politico e quindi redditizia anche per certi politici.

Chi si accaparra i soldi degli immigrati in parte sono gli scafisti, in parte le organizzazioni terroristiche islamiste, in parte i basisti europei che smistano e indirizzano i flussi migratori. Le organizzazioni  pubbliche e private dal canto loro  incassano soldi dello stato, che solo in parte vengono spesi per le opere assistenziali a cui sarebbero  destinati.

Propaganda e giornalismo

Quante centinaia di migliaia di civili, e quindi quante decine di migliaia di bambini, sono morti in Europa durante la seconda guerra mondiale a seguito dei bombardamenti anglo-americani? Morti non  perchè le bombe che venivano lanciate  non fossero  intelligenti  ma perchè oltre agli obbiettivi s'intendeva deliberatamente uccidere anche i civili.

Lo scopo non era recondito ma era palesemente dichiarato ed era quello di terrorizzare la popolazione in modo da indurla a far cessare a tutti i costi il proseguimento della guerra.
Oggi si assiste in Siria ad una guerra con morte di numerosi civili e quindi anche di bambini. Ma si può pensare di scatenare un'insurrezione da combattere essenzialmente dentro i centri abitati uccidendo solo militari? I Fratelli Musulmani di Siria e gli altri gruppi fondamentalisti, sobillati, finanziati ed armati dagli USA e loro alleati hanno forse la prerogativa di combattere dentro le città, anche con mezzi pesanti, senza uccidere nessun civile ? I civili sono ammazzati esclusivamente dalle truppe di Assad, presentato alla credulona opinione  pubblica occidentale come una specie di orco che ogni mattina decide quanti bambini assassinare ?


Infine si scopre che anche durante i bombardamenti  americani contro il  "califfato"  vengono uccisi dei civili  e dei bambini, ma siccome gli americani sono i buoni  tutto ciò va considerato come un inconveniente  giustificabile e necessario.


Le deprecazioni e le deplorazioni per le stragi criminali compiute dall'ISIS si ripetono giorno dietro giorno ed i commenti degli organi d'informazione occidentale, privi di reale conoscenza dei problemi e finalizzati ad una propaganda politica tendenziosa, sono sempre gli stessi: le forze del male scatenate dal fanatismo religioso devono essere sgominate e spetta alla coalizione dei buoni, guidati dagli USA, assumere questo compito.

In tal modo si sorvola, e si cerca di far dimenticare ad una pubblica opinione di disattenti , due fatti che non possono essere sottaciuti: in primo luogo si deve tener presente che l'ISIS si è costituito con la fusione di varie bande finanziate ed armate dai paesi occidentali, dalla Turchia,dall'Arabia Saudita e dal  Qatar e rinfoltite dall'apporto di gruppi terroristici libici e di migliaia di europei a cui è stato consentito impunemente il transito e l'accesso in Siria; in secondo luogo non si deve dimenticare che, prima ancora che l'ISIS si costituisse, eccidi di vario genere erano stati effettuati sia da parte di gruppi islamisti che decapitavano e crocifiggevano sciiti e cristiani sia da parte dell'esercito degli insorti che fucilava ( e tuttora fucila) i soldati lealisti catturati. In  questi casi però nessuno scandalo e nessuna deplorazione perchè qualsiasi mezzo è lecito per combattere contro la Siria di Asad, questo mostro che non accetta il nuovo ordine mondiale.


Le torbide vicende di Vanessa Marzullo e Greta Romelli hanno evidenziato ancora una volta gli intrighi, le omertà, le complicità, le ipocrisie, i depistaggi, in cui sono stati coinvolti, in questa vicenda come in altre, i servizi di sicurezza italiani e le autorità di governo. Senza entrare nel merito  delle responsabilità specifiche di queste due ragazze impropriamente definite "cooperanti" e bonariamente presentate come sprovvedute ed ingenue, resta il fatto inoppugnabile che in Italia ed Europa chiunque vuol recarsi in Siria per /dare una mano/ agli oppositori del governo di Assad può farlo in piena libertà e senza alcun controllo; le frontiere turche sono sempre disponibili al transito ed al rifornimento, anche di armi, di qualsiasi Jiadista, di qualsiasi terrorista e di qualsiasi  sprovveduto che vada ad ingrossare le schiere degli oppositori al regime siriano.

Discriminare in queste schiere quelle buone  e quelle cattive è un puro sofisma come dimostra il caso ISIS  in cui varie bande, in un primo momento ritenute affidabili, e pertanto abbondantemente finanziate ed armate, si sono successivamente fuse e rese autonome per costituire il Califfato. Deve essere comunque chiaro che un califfato ( o qualcosa di molto simile) è anche nei progetti dei ribelli siriani che sono senza eccezioni appartenenti ai gruppi fondamentalisti dei Fratelli Musulmani e dei salafiti.

E' pertanto una grande bugia affermare che gli oppositori siriani al regime di Assad si battano per la democrazia; essi si battono contro lo stato laico per introdurre la sharia che comporta la perdita di cittadinanza di quanti non siano musulmani e forti limitazioni alla libertà religiosa. Vanessa Marzullo e Greta Romelli, come dimostrano foto di manifestazioni di piazza,erano in Italia attiviste fanatiche della lotta ad Assad e palesi simpatizzanti dei gruppi fondamentalisti. Il maggior apporto da esse  dato, non sono state le presunte collaborazionu umanitarie ma l'oneroso prezzo del riscatto (si parla di 10-12 milioni di euro) versato dallo stato italiano che in tal modo ha dato un apprezzabile contributo al potenziamento dei criminali Jiadisti.
 

Subdoli, equivoci ed inconcludenti interventi armati in Siria ed Irak da parte di USA e consociati.

Per fare il punto dell'attuale situazione del Califfato in Siria ed Irak è necessario basarsi su alcuni incontrovertibili dati di fatto:
1°- Le truppe del califfato sono costituite da jadisti appartenenti a varie bande islamiste che sono state finanziate ed armate da Usa, Francia, Turchia, Qatar ed Arabia Saudita allo scopo di tentare di abbattere il governo siriano di Assad.

2°- Tutte le atrocità  commesse da queste bande in Siria contro cristiani e sciiti, sono state per tanto tempo cinicamente ignorate o ritenute irrilevanti  perchè nella logica criminale degli USA e dei loro alleati  quel che conta è la guerra contro Assad.

3°-  Pertanto si sono lasciati partire dall'Europa miglia di volontari per confluire nelle schiere di coloro che sono stati ritenuti criminali solo dopo le decapitazioni di alcuni americani.

4°- Le bande armate anti- Assad, rinfoltite e rifornite di potenti e sofisticati armamenti di provenienza occidentale, si sono ad un certo punto ritenute così forti ed organizzate da costituire un proprio stato indipendente con la conquista di  territori della Siria e dell'Irak.
 
A questo punto USA e consoci si sono accorti che la situazione era loro sfuggita di mano e non riuscivano più a controllarla.  I provvedimenti presi per un'azione di contrasto sono risultati però contradittori,  subdoli e potenzialmente in grado di non risolvere ma di aggravare ancor più la situazione.
Infatti mentre si crea una consociazione d'intervento internazionale   si deve prendere atto che al proprio interno ci sono gli stati che alla formazione del Califfato  hanno   fornito ogni sorta di mezzi economici e militari. Il rischio è che Turchia, Qatar, Arabia Saudita, Emirati, Kuwait, Giordania,ecc., mentre ufficialmente partecipano ad azioni di contrasto sotto banco tendano a sabotarne i risultati  continuando  a fornire  clandestinamente al Califfato i mezzi necessari per resistere.
Un secondo aspetto che avevamo già evidenziato in una  precedente occasione riguarda l'intervento di bombardieri USA in Siria. Questo è avvenuto senza l'accordo con il governo di Damasco e pertanto in palese violazione del diritto internazionale. Ma l'intervento è illegale anche per un altro motivo:  in questa, come in precedenti  occasione, gli USA hanno messo insieme una coalizione internazionale senza alcun mandato dell'ONU. E' ormai sotto gli occhi di tutti che gli USA si ritengono, mentre parlano di democrazia  di giustizia e libertà, completamente svincolati dal diritto internazionale e dal rispetto della normativa ONU. La potenza economica e militare che essi detengono li autorizza a stabilire chi sono i buoni e i cattivi ed a porsi (come ripetutamente in questi giorni ha detto Obama) alla guida del mondo ; chi non approva va eliminato.

Come era  facile prevedere, e come avevamo in precedenza previsto, i bombardamenti illegali sulla Siria  hanno provocato le dure reazioni di Iran e Russia.
Il governo iraniano ha dichiarato che non intende unire le proprie forze militari con quelle della coalizione  in quanto vi sono fondati indizi per ritenere che il fine recondito ed effettivo non sia tanto di combattere il Califfato quanto di portare la guerra in Siria per poi abbattere Assad.
Il ministro degli esteri russo, Serghei Lavrof, ha recentemente dichiarato all'Assemblea generale dell'Onu che i bombardamenti in Siria senza il consenso del governo siriano è una violazione del diritto internazionale e che il vero scopo degli USA è quello di perseguire nel Medio Oriente i propri interessi, non di riportare la pace. Il giorno seguente lo stesso ministro ha dichiarato che se l'intervento militare in Siria dovesse essere rivolto anche contro le forze regolari siriane la Russia sarebbe costretta ad  in prima istanza ad intervenire con massicci ed efficaci forniture di armi al governo di Assad.

Gli USA avrebbero, con la solita arroganza, affermato che per bombardare in Siria non è necessaria l'autorizzazione di un governo che non è legale. Gli USA fanno finta di non sapere che il governo siriano è riconosciuto dall'Onu che l'otto settembre scorso ha dato incarico all' inviato speciale Staffan de Mistura  di incontrarsi a Damasco con Assad. Che i bombardamenti in Siria siano un atto illegale lo ha dichiarato il 25 settembre anche Carla Del Ponte membro della Commissione Indipendente dell'ONU sui crimini di guerra, la quale ha esplicitamente affermato: "L'attacco USA in Siria è una violazione del diritto internazionale".

Pecunia non olet

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino,essendo alcuni giorni fa stato in visita all'Arabia ha ringraziato la famiglia reale saudita per i fondi elargiti in opere di restauro di monumenti romani ed auspicato una lunga e proficua collaborazione. Contemporaneamente  è giunta una  notizia , pubblicata da "Il Messaggero" del 26/4 relativa ad una donna dell'Arabia Saudita condannata a 150 frustate e 8 mesi di carcere per aver osato infrangere il divieto per le donne di guidare un'auto.

Poichè il regno saudita, alleato di ferro degli USA, è uno di quegli stati che insieme al Qatar ed alla Turchia armano e finanziano le bande jiadiste che dovrebbero portare in Siria la democrazia, il comportamento di Ignazio Marino è stato perfettamento allineato con le direttive generali della politica estera italiana e della NATO. Le frustate ed il carcere alle donne che guidano auto (insieme a tante altre nefandezze) che cosa sono di fronte alla  elargizione  di fondi per il restauro di monumenti romani, benevolmente concessi da un truculento alleato degli americani?

 

 AGGIORNAMENTI SUL CALIFFATO

Obama, fortemente indignato per la decapitazione del reporter James Foley, ha con tono minaccioso affermato in una conferenza stampa : "Quando viene fatto del male a degli americani, ovunque nel mondo, noi facciamo ciò che è necessario per far sì che venga fatta giustizia". Di quale giustizia parla Obama? E' forse  giustizia quella che viene chiamata in causa per un povero decapitato americano ma che non è stata mai invocata di fronte a tante altre decapitazioni e crocifissioni, operate in Siria (ed ora anche in Irak) dalle bande criminali finanziate ed armate dagli stessi americani tramite i fedeli alleati di Turchia, Arabia Saudita e di Qatar? Quando le bande  jihadiste massacravano in Siria cristiani e sciiti la cosa era del tutto ininfluente per la  coscienza pelosa  dell'americano Obama che legittimava qualsiasi atrocità se commessa da coloro che combattono  Assad.
Quando poi queste bande, ingrossate con l'apporto di gruppi fondamentalisti reclutati e ingaggiati  in tutto il mondo, hanno fondato il Califfato, sono rimaste indisturbate per mesi  dilagando nel nord-est della Siria e nel nord dell'Iraq, conquistando importanti città come Mossul, compiendo stragi tra le popolazioni, mettendo in fuga 1000.000 cristiani e facendo incetta di donne da vendere come schiave. L'aviazione USA è intervenuta solo dopo che il Califfato, precedentemente armato e finanziato, ha preteso di estendersi anche nei territori curdi. Quì in effetti il Califfato non si sarebbe dovuto espandere perchè nel cosiddetto e fantomatico Kurdistan c'è il petrolio a cui sono interessati gli USA, i Francesi e gli Inglesi. Ma i bombardamenti , come era facile prevedere,da soli non possono  bastare.  Ecco allora spuntare una trovata di alta strategia: per combattere il Califfato bisogna colpire le sue basi al di là del confine dell'Irak con la Siria. Quindi bisogna intervenire militarmente in Siria. Due piccioni (o forse tre) con una fava : si dà all'opinione pubblica internazionale l'impressione di voler combattere una vasta organizzazione criminale e stragista e si mette finalmente piede in Siria col pretesto di combattere il terrorismo ( e con la reconditaintenzione di combattere poi contro Assad), cosa che è stata fin'ora  impossibile per l'opposizione russa. Che questo progetto americano abbia aspetti subdoli ed  equivoci è assai probabile.Infatti se eventuali truppe americane dovessero veramente combattere in Siria contro il Califfato, dovrebbero combattere anche contro gli amici del Califfato, cioè contro le diverse bande Jihadiste che sino a ieri sono state rifornite  ed armate per combattere Assad. E ritengono veramente gli Americani che i Russi starebbero a guardare? Non ha Putin già dato chiari segni in varie occasioni di non essere disposto ad avvallare ingerenze e prepotenze americane in settori che coinvolgono interessi della Russia? E non esiste inoltre un altro fondamentale problema, relativo all'esercito siriano lealista che dispone, malgrado tutto, di un armamento discretamente efficiente e di un'areonautica che i sofisticatoi missili forniti agli insorti non sono ancora riusciti a distruggere?
Un'intervento sic et simpliciter degli americani in Siria, giustificato con la lotta al Califfato, non solo si presenta allo stato attuale problematico ma potrebbe provocare
guasti ancora maggiori. Se si prende atto che il regime siriano, malgrado le congiure interne di Fratelli Musulmani e Salafiti, era una condizione di stabilità e di ordine per una vasta area del Vicino Oriente e che il caos ed il dilagare dell'estremismo criminale  è stata la conseguenza dell'insurrezione sollecitata, finanziata ede armata dagli USA ed   alleati, bisogna concludere che se si vuole cancellare o almeno contenere il Califfato è necessario in primo luogo pervenire ad una sia pur parziale normalizzazione della situazione interna siriana. La qual cosa significa cessazione dei combattimenti tra insorti e forze lealiste e disarmo dei gruppi armati fondamentalisti che operano a fianco degli insorti. La qual cosa significa in definitiva arrivare ad un accordo con Assad .
La vasta disponibilità di armamenti e di denaro messi cinicamente a disposizione del Califfato e la precaria situazione irakena comportano serie difficoltà per la restaurazione di una situazione tranquilla e per la cessazione delle stragi. I limitati bombardamenti americaqni ed un  intervento in Siria, anche dopo un eventuale accordo con Assad, sarebbero comunque insufficienti e non potrebbero pertanto risolvere il problema. L' eliminazione del Califfato può avvenire solo con il coin volgimento di forze più vaste e con un forte appoggio  al governo di Bagdad.  Un intervento  serio, e che non fosse un escamotag tendente in realtà a secondi fini, dovrebbe pertanto avvenire con il coinvolgimento di russi e iraniani. L' Iran  è direttamente cointeressato perchè una parte dei suoi territori occidentali confinano col Califfato, che non può essere considerato un vicino affidabile. Non dovrebbero invece essere coinvolti turchi e sauditi corresponsabili  della situazione e soprattutto i francesi  principali artefici della catastrofe libica. 
Dopo i disastri del Vietnam, dell'Irak, dell'Afganistan, della Libia e quello  della Siria come pensano ancora gli americani di poter essere la guida del mondo ? Una guida che si è rivelata tanto criminale quanto inconcludente?   

Cosa vogliono gli USA in ucraina

Gli organi d'informazione, conoscendo l'appiattimento culturale e l'apatia dei  popoli dell'occidente, sottoposti a decenni di propaganda disinformativa, pensano che ormai si possano propinare notizie totalmente in contrasto con la verità e l'evidenza.

Cosa si ripromettono infatti gli USA in Ucraina è evidente senza ombra di dubbio. Essi pretendono che la Russia abbia un confinante ostile, aggregato alla Nato e quindi con basi militari americane. Infatti la Russia, che non accetta l'egemonia globale degli USA,  deve essere progressivamente accerchiata e isolata, in attesa di attuare un crollo dell'attuale sistema di governo, procedere ad uno smembramento territoriale e creare una serie di governi fantoccio filoamericani.

Dopo lo schieramento di missili sui confini polacchi e dei paesi baltici Putin è cosciente che l'accerchiamento va bloccato prima che sia troppo tardi  anche a costo di correre gravi rischi.

Putin e la classe dirigente russa sanno che americani ed occidentali vanno fermati subito o mai più.
In tale situazione ancora una volta il governo italiano, privo di un'opinione propria,  si è allineato supinamente alle direttive americane. Le innovazioni in politica estera promesse dall'ex sindaco di Firenze, miracolosamente trasformato in Presidente del Consiglio con l'appoggio di Obama e della Merkel , non hanno avuto, come era facile immaginare, alcun seguito.

G.O. 09/03/2014

--==(O) ==--

Inizia una nuova guerra fredda

Avevamo recentemente scritto a proposito dell'Ucraina: "La Russia non lascerà correre,non starà a guardare".

I fatti ci hanno dato ragione perchè l'affermazione derivava non da un presunto intuito geniale ma da un ovvio esame della realtà. Potrebbe la Russia restare indifferente a quel che accade al di là del proprio confine, dove ha importanti basi militari e dove esiste nella zona dell' Est una popolazione prevalentemente di lingua russa ?

Può la Russia ignorare che il nuovo governo ucraino si collochi  in  posizioni nettamente antirusse assumendo un atteggiamento persecutorio nei confronti dei cittadini di origine russa ai quali  vorrebbe negare persino  l'uso della propria lingua? Il rafforzamento delle basi militari era pertanto prevedibile ed anche l'aumento del controllo del territorio circostante.

Al contrario degli USA che dichiarano appoggio incondizionato al nuovo governo, sottintendendo che potrebbero se necessario intervenire, la Russia continua ad usare una tattica basata più sui fatti che sulle minacce e le frasi roboanti utilizzat e da Kerry ed Obama. Putin non ha espresso solidarietà ai gruppi di armati filorussi di Belbek o di Sebastopoli che si impossessano di uffici pubblici e di aeroporti, ma non li ha nemmeno contrastati.

In questa fase Putin non ritiene che esistano ancora le condizioni per un intervento diretto e lascia spazio (e certamente concede aiuti) ai gruppi filorussi. Mentre nelle basi russe  affluiscono uomini e  mezzi per essere pronti a qualsiasi evenienza. Nel frattempo i falchi americani spingono incoscientemente verso un conflitto  con la Russia convinti che il loro potenziale bellico, in particolare atomico, sia  nettamente superiore. Essi dimenticano che Putin ( che non sono riusciti ad eliminare malgrado l'enorme finanziamento ai gruppi d'opposizione) durante questi anni invece di fare discorsi minacciosi e arroganti ha sempre usato il linguaggio  della moderazione e, senza molto rumore, rimetteva in funzione il grande armamentario bellico ereditato dall'URSS e ne produceva di nuovo.

Tale moderazione non ha impedito  con grande fermezza a  Putin di opporsi  al Consiglio di sicurezza dell'ONU ad un'intervento militare in Siria, né ha impedito  la fornitura di mezzi finanziari e militari. La Siria ha da lunga data sempre avuto ottimi rapporti con la Russia e questa possiede a Tartus la sua unica base aeronavale del Mediterraneo. Mettere in Siria un governo fantoccio significa anche, per gli americani, sbarazzarsi di questa base. A questo punto c'è il rischio che la situazione dell'Ucraina, programmata e finanziata dagli USA e dall'UE, diventi simile a quella siriana, solo simile perchè le conseguenze ed i pericoli sarebbero assai più gravi.

 28/02/2014

--==(O) ==--

Lo Stato satellite Italia

Mentre emergono nuove malefatte del governo turco, lo Stato satellite Italia continua a supportare servilmente la politica USA e gli interessi dei trafficanti internazionali che vogliono la Turchia in Europa. A chi mi rimprovera di essere "talebano" faccio presente un comunicato di un'agenzia generalmente inquadrata nel sistema dell'informazione dei paesi NATO.

Domenica 9 febbraio
ANSAmed.

"Solo 24 ore dopo aver fatto adottare una legge per il rigido controllo di internet - che consente al governo di chiudere un sito in 4 ore senza decisione giudiziaria e di registrare per due anni i dati confidenziali di ogni utente - che ha suscitato la preoccupazione USA ,UE e Consiglio d'Europa, il governo di Ankara ha deciso la espulsione di un giornalista straniero, accusato di aver scritto tweet critici nei confronti di Erdogan"...

"L'opposizione turca ha più volte accusato Erdogan di appoggiare in Siria non solo l'Els, i ribelli ufficiali, ma anche i gruppi armati jihadisti [..]. Erdogan è impegnato in un'ampia offensiva per ridurre al silenzio i giornalisti critici attraverso detenzione, procedure legali e "intimazione ufficiale", in una delle più vaste campagne di repressione della libertà di stampa nella storia recente."

Che gli USA realmente si scandalizzino del comportamento di Erdogan è chiaramente ridicolo, essi che hanno spiato tutti i governi alleati e che con la complicità dei governanti nostrani continuano a spiare i nostri telefoni e la nostra posta elettronica.

11/02/2014

--==(O) ==--

Ucraina

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